Gestione separata: obblighi contributivi per soggetti non residenti (2/2)


Si forniscono istruzioni sulla corretta applicazione delle norme in materia di legislazione applicabile, di cui ai regolamenti comunitari, ai soggetti iscritti alla Gestione separata..


… A decorrere dal 1° maggio 2010, il lavoratore che eserciti attività in più Stati deve essere assoggettato alla legislazione di un solo Stato membro. Nei casi in cui, in applicazione delle norme comunitarie, il lavoratore deve essere assoggettato alla legislazione italiana, per l’esercizio di attività che comportano l’iscrizione alla Gestione separata si possono verificare in concreto le seguenti fattispecie:
1) Lavoratore che esercita in Italia un’attività subordinata, per la quale è assicurato in Italia, e che contemporaneamente esercita in uno o più Stati membri un’altra attività che nel regime previdenziale estero è considerata attività autonoma. In tale ipotesi, se l’attività svolta all’estero rientra tra le attività che in Italia comportano l’iscrizione alla Gestione separata, il lavoratore è obbligato ad iscriversi a tale Gestione. L’iscrizione è effettuata direttamente dal lavoratore utilizzando il canale telematico. L’obbligo contributivo è invece in capo all’azienda committente, che deve procedere nel modo seguente:
– richiedere il codice fiscale all’Agenzia delle Entrate ai soli fini previdenziali;
– effettuare il pagamento della contribuzione, tramite F24 telematico, entro il 16 del mese successivo a quello in cui è stato effettivamente erogato il compenso;
– inviare il flusso Uniemens, relativo ai dati del lavoratore, entro la fine del mese in cui è avvenuto il pagamento della contribuzione.
2) Lavoratore che in Italia esercita sia un’attività subordinata che un’attività autonoma e contemporaneamente esercita un’attività autonoma in uno o più Stati membri. È il caso, ad esempio, della frequente fattispecie di chi in Italia è iscritto come lavoratore subordinato e svolge contemporaneamente un’attività come amministratore sia in Italia, e per l’esercizio della quale è iscritto alla Gestione separata, che in altri Stati membri. In questa ipotesi la contribuzione per l’attività di amministratore svolta all’estero è dovuta alla Gestione separata, con i medesimi adempimenti da parte del committente.
3) Lavoratore che in Italia esercita sia un’attività subordinata che un’attività autonoma e contemporaneamente esercita l’attività di amministratore in uno Stato membro. Nel caso in cui l’attività di amministratore all’estero sia considerata, dal punto di vista previdenziale, un’attività subordinata, il lavoratore deve essere comunque assicurato in Italia, in quanto anche in Italia esercita un’attività di lavoro subordinato. Anche in questi casi gli adempimenti contributivi devono essere riferiti alla Gestione separata e seguono i criteri già specificati.
4) Lavoratore che in Italia esercita sia un’attività subordinata che un’attività professionale, per la quale è iscritto alla Gestione separata, e contemporaneamente esercita un’attività professionale in uno Stato membro. Il lavoratore deve essere comunque assicurato in Italia, in quanto in Italia esercita anche l’attività di lavoro subordinato. In tali casi il soggetto già iscritto alla Gestione separata deve assoggettare alla contribuzione previdenziale il reddito derivante dall’attività professionale svolta all’estero.
5) Lavoratore che esercita un’attività subordinata in Italia e contemporaneamente un’attività professionale in uno Stato membro. Il lavoratore deve essere comunque assicurato in Italia, in quanto in Italia esercita l’attività di lavoro subordinato. Deve iscriversi alla Gestione separata quale libero professionista e calcolare i contributi dovuti alla stessa gestione sul reddito prodotto dall’attività professionale all’estero.
Con riferimento, invece, ai casi in cui il lavoratore debba essere assoggettato alla legislazione di altro Stato, anche se è esercitata un’attività che in Italia comporta l’iscrizione alla Gestione separata, il lavoratore deve essere assoggettato unicamente alla legislazione dello Stato estero. Pertanto non sussiste alcun obbligo di versamento contributivo in Italia.
In ogni caso, per l’applicazione delle disposizioni comunitarie che regolano l’esercizio di un’attività lavorativa in due o più Stati membri, l’istituzione competente deve determinare gli obblighi previdenziali valutando l’insieme delle retribuzioni e/o dei redditi percepiti per le singole attività come se questi fossero percepiti per attività svolte interamente nel territorio di detto Stato.

Gestione separata: obblighi contributivi per soggetti non residenti (1/2)


Si forniscono istruzioni sulla corretta applicazione delle norme in materia di legislazione applicabile, di cui ai regolamenti comunitari, ai soggetti iscritti alla Gestione separata.


In assenza di una specifica norma comunitaria applicabile direttamente ai lavoratori iscritti alla Gestione separata, dal punto di vista previdenziale, dette categorie di lavoratori sono assimilate ai lavoratori dipendenti o ai lavoratori autonomi.
In particolare, ai fini della determinazione della legislazione applicabile in base alla normativa comunitaria, con riferimento alle figure iscritte alla Gestione separata, sono assimilati, dal punto di vista previdenziale, ai lavoratori dipendenti i soggetti seguenti soggetti: dottorato di ricerca, assegno, borsa di studio erogata da MUIR; medico in formazione specialistica; collaborazione coordinata e continuativa le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente sia nei tempi che nel luogo di lavoro (etero organizzate).
Sono assimilati, dal punto di vista previdenziale, ai lavoratori autonomi i soggetti che seguono: amministratore, sindaco, revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, liquidatore di società; collaboratore di giornale, riviste, enciclopedia e simili; partecipante a collegi e commissioni; venditore porta a porta; rapporto occasionale autonomo; collaborazione coordinata e continuativa nei casi in cui il rapporto non è etero organizzato; tutti i liberi professionisti per i quali non è prevista alcuna Cassa previdenziale obbligatoria.
Con riferimento all’esercizio simultaneo di attività subordinata e autonoma nel territorio di più Stati membri, la nuova regolamentazione comunitaria non contiene norme che esplicitamente deroghino al principio generale dell’unicità della legislazione applicabile. Il Regolamento (CE) n. 883/2004 prevede, infatti, che nella suddetta fattispecie di lavoro il lavoratore è assoggettato solo alla legislazione dello Stato dove è esercitata l’attività subordinata.
È possibile derogare alla previsione di legge attraverso la stipulazione di un Accordo che consenta la simultanea applicazione della legislazione di due Stati, previo consenso da parte di tutte le Autorità competenti degli Stati interessati. In questa ipotesi la contribuzione da versare alla Gestione Separata è calcolata in base all’aliquota prevista per i soggetti iscritti ad altra forma pensionistica.

Artigiani e Commercianti: predisposti gli “F24” per il versamento della contribuzione


L’Inps comunica che è stata ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti per l’anno 2018 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva.


Con circolare n. 27 del 12 febbraio 2018, l’Inps ha reso nota la contribuzione per l’anno 2018 di artigiani ed esercenti attività commerciali.
Facendo seguito alla citata circolare, l’Inps comunica che è stata ultimata una nuova elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla Gestione in oggetto per l’anno 2018 e per eventuali periodi precedenti non già interessati da imposizione contributiva. Pertanto, sono stati predisposti i modelli “F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta, secondo le disposizioni di cui alla circolare n. 27/2018.
Tali modelli “F24” saranno disponibili, in versione precompilata, nel “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” alla sezione “Posizione assicurativa” > “Dati del modello F24”, dove sarà possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento. L’accesso ai servizi del “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” avviene, come di consueto, tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.
È altresì previsto, l’invio di e-mail di Alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero ai loro intermediari delegati, per i quali l’Istituto è in possesso di recapito di posta elettronica (Messaggio Inps n. 3754/2018).


Il contributo di licenziamento nella procedura di licenziamento collettivo


In appresso, si forniscono le indicazioni operative in merito al versamento ed all’esposizione nel flusso UniEmens del contributo di licenziamento, per l’ipotesi di licenziamento collettivo.


A decorrere dal 1° gennaio 2018, per ciascun licenziamento effettuato nell’ambito di un licenziamento collettivo da parte di un datore di lavoro tenuto alla contribuzione per il finanziamento dell’integrazione salariale straordinaria (0,90%), il contributo di licenziamento è dovuto nella misura dell’82% del massimale mensile NASpI, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni. Per i lavoratori con anzianità aziendale diversa da 12, 24 o 36 mesi, il contributo deve essere rideterminato in proporzione al numero dei mesi di durata del rapporto di lavoro. Nei casi di licenziamento collettivo in cui la dichiarazione di eccedenza del personale, non abbia formato oggetto di accordo sindacale, la misura del contributo è moltiplicata per 3 volte.
Ai fini della corretta gestione dell’obbligo di versamento del contributo, le risoluzioni del rapporto di lavoro a seguito di procedura di licenziamento collettivo vanno esposti nell’elemento <CodiceCessazione> con i seguenti codici:
a) “1Q”, avente il significato di “Licenziamento collettivo da parte di datore lavoro soggetto alla CIGS”. Ai fini dell’esposizione sul flusso UniEmens, devono essere valorizzati, nell’elemento <ImportoADebito>, l’importo da pagare e, nell’elemento <CausaleADebito>, di <AltreADebito>, di <DatiRetributivi>:
– il codice causale “M501”, se il licenziamento collettivo abbia formato oggetto di accordo sindacale;
– il codice causale “M502”, se non vi sia stato accordo sindacale.
b) “1U”, avente il significato di “Licenziamento collettivo da parte di datore lavoro non soggetto alla CIGS ovvero da parte di datore di lavoro soggetto alla CIGS che ha avviato le procedure di licenziamento collettivo entro il 20.10.2017”. Ai fini dell’esposizione sul flusso UniEmens, a seconda che la dichiarazione di eccedenza del personale abbia o meno formato oggetto di accordo sindacale, devono essere valorizzati, nell’elemento <ImportoADebito>, l’importo da pagare e, nell’elemento <CausaleADebito>, di <AltreADebito>, di <DatiRetributivi>:
– il codice causale “M400”;
– il codice causale “M503”, avente il significato di “Contributo dovuto ex art. 2, comma 31 della legge n. 92/2012, a seguito di licenziamento collettivo che non abbia formato oggetto di accordo sindacale”.
In ogni caso, il contributo deve essere versato entro e non oltre il termine di pagamento della denuncia successiva a quella del mese in cui si verifica la cessazione del rapporto di lavoro.

Contratti di solidarietà per l’anno 2017, le modalità di conguaglio dello sgravio contributivo


Le istruzioni Inps per la fruizione delle riduzioni contributive connesse ai contratti di solidarietà in favore delle aziende destinatarie dei decreti direttoriali di autorizzazione, i cui periodi di Cigs risultino conclusi entro il 31 dicembre 2017 e che siano presenti nell’allegato riportato nella circolare in oggetto. Le aziende non indicate nell’elenco, ancorché già destinatarie dei decreti di ammissione, saranno autorizzate ad operare i conguagli con successive circolari.


Come noto, in favore delle imprese che abbiano stipulato dall’anno 2017, ovvero abbiano avuto in corso nell’anno 2016, contratti di solidarietà, è prevista una riduzione nella misura del 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro, per i lavoratori interessati da una riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%. Il beneficio è riconosciuto su istanza dell’impresa, con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per un periodo massimo di 24 mesi nel quinquennio mobile.
La procedura per il conseguimento della riduzione contributiva deve essere attivata ad iniziativa del datore di lavoro. La Struttura competente, accertata sulla base della documentazione prodotta dall’azienda (decreto direttoriale di ammissione al beneficio) la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della riduzione contributiva, provvederà ad attribuire alla posizione aziendale il codice di autorizzazione “1W”.
Le aziende interessate dai provvedimenti ministeriali in oggetto, per esporre nel flusso UniEmens le quote di sgravio spettanti per il periodo autorizzato, valorizzeranno all’interno di <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, i seguenti elementi:
– nell’elemento <CausaleACredito> inseriranno il codice causale “L942”, avente il significato di “Arretrato conguaglio sgravio contributivo per i CdS stipulati ai sensi dell’articolo 1 del DL 30 ottobre 1984, n. 726 (L. 863/1984), nonché dell’art. 21, comma 1, lett. c), D. Lgs. n. 148/2015, anno 2017”;
– nell’elemento <ImportoACredito> indicheranno il relativo importo.
Le predette operazioni di conguaglio dovranno essere effettuate entro il giorno 16 dicembre 2018.

Cassetto Previdenziale Aziende: “Evidenze CIG”


Nel Cassetto Previdenziale Aziende è presente la funzionalità “Evidenze CIG”, che consente di monitorare i conguagli relativi alle autorizzazioni CIG gestite con il sistema del ticket, nonché agevolare la visualizzazione di errori che potrebbero determinare differenze di importi conguagliati comunicati con nota di rettifica.


In tale sezione sono riportate le seguenti informazioni:
– Tipo autorizzazione: sono evidenziati il numero di autorizzazione e il relativo numero di ticket. Nel caso in cui l’autorizzazione non sia ancora stata rilasciata, è indicato solo il numero di ticket.
– Tipologia di prestazione: è indicata la tipologia di autorizzazione (CIG ordinaria/CIG straordinaria).
– Ore C.I.G.: sono riportate le ore di CIG autorizzate, esposte, residue.
– Importo CIG: riporta le informazioni di seguito specificate relative al montante calcolato, al montante concesso; al saldo. In presenza di un importo CIG con montante calcolato uguale a “0” la procedura Uniemens- CIG evidenzia che, nonostante la presenza di autorizzazione, sono stati rilevati errori che non consentono la determinazione del montante.
– Contributo Addizionale: dovuto, dichiarato, saldo.
– Sezione Errori: in questa sezione è riportato il numero delle denunce individuali (N.D.I.) e il numero di errori rilevati nei controlli di coerenza, congruità, compatibilità e calcolo.
– Dettaglio posizione: sono riportati i mesi di competenza relativi sia agli eventi esposti che ai conguagli effettuati.
– Dettaglio periodo: in tale sezione, sono riportati, per singolo periodo, i dati relativi al dettaglio individuale con l’indicazione del calcolo della prestazione, del corrispondente contributo addizionale e della differenza di accredito, nonché eventuali errori con descrizione analitica della relativa causale.

“Artigiani di fatto”: chiarimenti sugli obblighi contributivi


L’esercizio di attività che richiedono specifiche competenze tecnico-professionali a tutela degli utenti, da parte di un titolare che ne sia sprovvisto e che quindi esercita l’attività in modo abusivo, deve ricevere apposita disciplina anche al fine di non dare luogo a significativi squilibri del mercato. Pertanto, la norma dispone che il soggetto privo dei requisiti di legge per lo svolgimento di attività artigiana, e quindi per l’iscrizione alla gestione artigiani, non possa essere esonerato dall’adempimento degli obblighi previdenziali per il periodo di esercizio effettivo dell’attività (art. 6, co. 2, lett. f-sexies), L. 12 luglio 2011, n. 106).


La previsione normativa di cui sopra si basa sul presupposto logico che tale attività, una volta evidenziata la palese irregolarità di esercizio, dovrà essere cessata, con conseguente cessazione dell’obbligo contributivo. Pertanto, il soggetto rimarrà iscritto alla gestione previdenziale artigiani fino alla data di emissione della delibera della Commissione Provinciale Artigianato (o Organismo equipollente) che ne decreterà la cancellazione o la non iscrivibilità all’Albo delle Imprese Artigiane, trattandosi appunto di attività svolta in assenza dei requisiti di legge.
Di seguito vengono illustrati gli esempi più frequenti di soggetti erroneamente iscritti alla gestione artigiani (Messaggio Inps n. 1138/2018):
– Ditta/società con Responsabile Tecnico diverso dal titolare/socio: le imprese nell’ambito delle quali i requisiti tecnico/professionali previsti dalle leggi statali siano posseduti da un soggetto esterno alla compagine aziendale, non sono considerate imprese artigiane in quanto non riconducibili alle disposizioni di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443. Le stesse, pertanto, non possono essere iscritte all’Albo ed i relativi titolari/soci non possono chiedere la copertura previdenziale nella gestione artigiani. Possono, tuttavia, legittimamente operare sul mercato con eventuale inquadramento in altro settore ai fini previdenziali, in presenza dei requisiti di legge.
– Soci di S.n.c. non iscritta all’Albo Imprese Artigiane: nell’ipotesi di una S.n.c. che esercita regolarmente un’attività astrattamente compresa nel settore artigiano, ma non è iscritta all’Albo imprese Artigiane perché solo la minoranza dei soci vi presta la propria opera, in analogia con quanto esposto nelle conclusioni descritte al paragrafo precedente, non si tratta di impresa artigiana. Ne consegue l’impossibilità di iscrivere i soci alla gestione previdenziale quali artigiani di fatto.
– Soci di S.r.l. pluripersonale: dalla formulazione dell’art. 5, co. 3, L. n. 443/85, introdotto dalla L. n. 57/2001, si evince l’esistenza di una mera facoltà e non di un obbligo, in capo alle S.r.l. pluripersonali, di iscrizione all’Albo delle imprese artigiane, da cui sorgerebbe l’obbligo di iscrizione alla gestione artigiani. Pertanto, in assenza dell’iscrizione della S.r.l. all’AIA su domanda della società, resta esclusa l’iscrizione d’ufficio alla Gestione Artigiani dei soci di S.r.l. pluripersonali che svolgono attività compresa nel settore artigiano.

Prestazioni a carico del FIS: l’assegno di solidarietà


In appresso, si analizzano brevemente il campo di applicazione, misura, durata e modalità di richiesta dell’assegno di solidarietà a carico del FIS.


Il FIS può garantire un assegno di solidarietà in favore dei dipendenti di datori di lavoro che abbiano occupato mediamente più di 5 lavoratori nel semestre precedente e abbiano stipulato con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le loro RSA ovvero con la RSU, accordi collettivi aziendali che stabiliscono una riduzione dell’orario di lavoro, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di riduzione del personale o al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo. Gli accordi collettivi individuano i lavoratori interessati e quantificano la riduzione oraria, fermo restando che essa non può essere superiore al 60% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati. Per ciascun lavoratore, poi, la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro non può essere superiore al 70% nell’arco dell’intero periodo per il quale l’accordo di solidarietà è stipulato. Gli accordi devono anche specificare le modalità attraverso cui, qualora sia necessario soddisfare temporanee esigenze di maggior lavoro, il datore di lavoro può modificare in aumento, nei limiti del normale orario di lavoro, l’orario ridotto. La misura delle prestazioni per le ore di lavoro non prestate è calcolata in modo equivalente a quanto previsto per i trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria e quindi in misura pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese tra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale. L’assegno di solidarietà può essere corrisposto per un periodo massimo di 12 mesi in un biennio mobile, calcolando le 103 settimane a ritroso dalla fine della prima settimana di riduzione di orario e verificando se in tale arco di tempo siano state già usufruite 52 settimane di riduzione. Occorre rispettare, comunque, il limite complessivo di 24 mesi in un quinquennio mobile, salvo l’eventualità di ricorso all’intervento che dà luogo alla corresponsione dell’assegno di solidarietà, computato nella misura della metà fino al predetto limite e, per intero, oltre. Per l’ammissione all’assegno di solidarietà, il datore di lavoro presenta in via telematica all’Inps domanda di concessione, corredata dall’accordo sindacale e dall’elenco dei lavoratori interessati alla riduzione di orario, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e dal datore di lavoro, entro 7 giorni dalla data di conclusione di questo. La riduzione dell’attività lavorativa deve avere inizio entro il 30° giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Verifica importi spettanti e accredito rata mensile NASpI


Modalità semplificate per conoscere con precisione l’importo delle rate della NASpI.


L’Inps rende noto che accedendo da “Tutti i servizi” a “Nuova Assicurazione sociale per l’impiego (NASpI): consultazione domande”, sarà possibile inserire le proprie credenziali (PIN o SPID) e trovare le informazioni relative all’ultima domanda presentata.
In caso di accoglimento della domanda, cliccando su “Dettagli” si aprirà il prospetto di calcolo in cui è indicata la durata dell’indennità con gli importi lordi da liquidare mensilmente.
Accedendo alla propria sezione “MyInps”, l’utente potrà verificare online autonomamente l’esito della domanda e gli accrediti della NASpI. Cliccando sulla voce “I tuoi avvisi”, potrà inoltre trovare due tipi di avvisi: “Notifica della Comunicazione”, che rimanda tramite un link alla lettera di riscontro che comunica l’accoglimento/rigetto o la richiesta di ulteriore documentazione, dal quale l’utente può visualizzare e scaricare in pdf la comunicazione; “Disoccupazione non agricola dal …”, avviso di liquidazione di ogni rata di NASpI contenente indicazione dell’importo lordo liquidato sull’IBAN che si è indicato nella domanda.
Qualora si fosse fornito anche il recapito cellulare in fase di richiesta delle credenziali di accesso ai servizi online, si riceverà anche un SMS di segnalazione dell’avviso di liquidazione della prima rata della prestazione, per tenere poi autonomamente sotto controllo l’accredito delle rate di NASpI.
Anche chi ha inoltrato la domanda tramite Patronato, ricevuta la lettera di accoglimento, potrà consultare il prospetto di calcolo o farne richiesta all’operatore di Patronato stesso.

Gestione Separata Inpgi, il versamento contributi minimi per l’anno 2018



L’importo e le modalità di versamento dei contributi minimi per i giornalisti iscritti alla Gestione separata per l’anno 2018.


In scadenza al 30 settembre il termine previsto per il pagamento dei contributi minimi per l’anno 2018 da tutti i giornalisti iscritti alla Gestione separata che nel corso dell’anno abbiano svolto attività giornalistica in forma autonoma. Per i giornalisti con un’anzianità di iscrizione all’Ordine professionale fino a cinque anni, il contributo minimo è ridotto al 50%; a tal fine, l’anzianità deve essere valutata alla data del 30 settembre 2018, prendendo a riferimento la data di iscrizione all’Albo professionale: elenco professionisti, registro praticanti e/o elenco pubblicisti.Analogamente, per gli iscritti che risultino già titolari di un trattamento pensionistico diretto alla data del 30 settembre 2018, il contributo soggettivo minimo è pari al 50% di quello ordinario; l’eventuale titolarità di trattamenti pensionistici a favore dei superstiti (pensioni di reversibilità e/o indiretta) o di assegni previsti a favore dei ciechi e degli invalidi civili è invece irrilevante.


























Tipo contributo Minimo ordinario Minimo ridotto per i giornalisti con meno di 5 anni di anzianità professionale Minimo ridotto per i giornalisti titolari di trattamento pensionistico diretto
Soggettivo 210,98 105,49 105,49
Integrativo 42,20 21,10 42,20
Maternità 5,00 5,00 5,00
Totale 258,18 131,59 152,69


Il pagamento dei predetti contributi va eseguito con il modello F24/Accise, compilato indicando, quale contribuente, i dati anagrafici ed il codice fiscale del giornalista interessato (non è ammesso il versamento da parte di soggetti diversi) ed utilizzando i seguenti codici:
– Ente: “P”;
– Provincia: (lasciare vuoto);
– Codice tributo: “G001”;
– Codice identificativo: “22222”;
– Mese: “01”;
– Anno di riferimento: “2018”.
In alternativa alla predetta forma di pagamento, è possibile effettuare il versamento mediate bonifico bancario, sul conto intestato all’Inpgi, acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della Banca Popolare di Sondrio (IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28), indicando la causale del versamento “AC 2018” seguito dal numero di posizione “A-12345” (lettera A seguita da 5 cifre) ovvero dal proprio codice fiscale.