Occupazione Sviluppo Sud: condizioni di spettanza


Il diritto alla fruizione dell’incentivo Occupazione Sviluppo Sud è subordinato al rispetto delle condizioni previste dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ed all’applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione stabiliti, da ultimo, dall’articolo 31 del D.lgs n. 150/2015.


Il diritto alla fruizione dell’incentivo Occupazione Sviluppo Sud è subordinato alle seguenti condizioni:
– rispetto delle condizioni previste dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (vale a dire adempimento degli obblighi contributivi; osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro; rispetto, fermi restando gli altri obblighi di legge, degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale);
– applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione stabiliti, da ultimo, dall’articolo 31 del D.lgs n. 150/2015.
L’incentivo deve essere fruito nel rispetto dei limiti previsti in materia di aiuti di Stato in regime “de minimis” (Regolamento UE n. 1407/2013). In caso di accertato superamento dei limiti, l’Inps provvede alla revoca dell’incentivo, con applicazione delle sanzioni civili (art. 6, Decreto Anpal 19 aprile 2019, n. 178).
L’incentivo, tuttavia, può essere fruito oltre i limiti del regime “de minimis” (Regolamento UE n. 1407 del 18 dicembre 2013), qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto (art. 32, par. 3, Regolamento UE n. 651/2014), intendendo per tale l’aumento netto del numero di dipendenti di un datore di lavoro rispetto alla media dei 12 mesi precedenti l’assunzione, da mantenersi per tutto il periodo di assunzione agevolata (art. 31, co. 1, lett. f), D.Lgs. n. 150/2015).
Altresì, per i lavoratori di età compresa tra i 25 e i 34 anni di età, l’incentivo può essere fruito solo quando, in aggiunta al requisito dell’incremento occupazionale netto, ricorra una delle seguenti condizioni (art. 7, Decreto Anpal n. 178/2019):
– il lavoratore sia privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
– il lavoratore non sia in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di una qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale;
– il lavoratore abbia completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non abbia ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
– il lavoratore sia assunto in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato, ovvero sia assunto in settori economici in cui sia riscontrato il richiamato differenziale nella misura di almeno il 25 per cento (DM n. 335/2017 di attuazione dell’art. 2, punto 4, lett. f) del Regolamento (UE) n. 651/2014).
Ai fini della determinazione dell’incremento occupazionale il numero dei dipendenti è calcolato in Unità di Lavoro Annuo (U.L.A.), secondo il criterio convenzionale proprio del diritto comunitario (art. 2, par. 32, del Regolamento (UE) n. 651/2014).
Come chiarito dalla giurisprudenza comunitaria (Corte di giustizia UE, Sezione II, sentenza 2 aprile 2009, n. C-415/07), l’impresa deve verificare l’effettiva forza lavoro presente nei dodici mesi successivi l’assunzione agevolata e non una occupazione “stimata”. Pertanto, l’incremento occupazionale dei dodici mesi successivi va verificato tenendo in considerazione l’effettiva forza occupazionale media al termine del periodo dei dodici mesi e non la forza lavoro “stimata” al momento dell’assunzione (interpello n. 34/2014).
L’agevolazione in argomento è comunque applicabile qualora l’incremento occupazionale netto non si realizzi in quanto il posto o i posti di lavoro precedentemente occupato/occupati si sia/siano reso/resi vacante/vacanti a seguito di dimissioni volontarie; invalidità; pensionamento per raggiunti limiti d’età; riduzione volontaria dell’orario di lavoro; licenziamento per giusta causa.
Il calcolo della forza lavoro mediamente occupata deve essere effettuato per ogni mese (art. 31, co. 1, lett. f), del D.lgs n. 150/2015, art. 7, co. 3; decreto Anpal n. 178/2019) e lo stesso deve essere compiuto avuto riguardo alla nozione di “impresa unica”.
Per la valutazione dell’incremento occupazionale è necessario considerare le varie tipologie di lavoratori a tempo determinato e indeterminato, escludendo, ovviamente, le prestazioni di lavoro cosiddetto occasionale (art. 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96). Il lavoratore assunto – o utilizzato mediante somministrazione – in sostituzione di un lavoratore assente non deve essere computato nella base di calcolo, mentre va computato il lavoratore sostituito (Circolare Inps n. 102/2019).