Alternanza scuola/lavoro: firmato il decreto

Sottoscritto, in data 5 giugno 2014, un decreto interministeriale, per l’avvio del programma sperimentale per lo svolgimento di periodi di formazione in azienda, nella nuova forma di alternanza scuola/lavoro, per gli studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado per il triennio 2014-2016.

Il programma sperimentale è finalizzato alla realizzazione di percorsi di istruzione e formazione che consentano allo studente di conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore e contestualmente, attraverso l’apprendistato, di inserirsi in un contesto aziendale di lavoro.
Sono ammesse al programma di sperimentazione le imprese pubbliche o private, anche associate in rete, che rispettino tutti i requisiti formali di legge in relazione all’affidabilità economica e finanziaria, alle capacità gestionali e risorse professionali, alla certificazione della qualità dei processi aziendali, nonché a tutti i requisiti di legge previsti per l’accesso ad appalti pubblici. Inoltre, la singola impresa o rete di imprese deve essere in grado di accogliere e formare come apprendisti gli studenti, di formare internamente anche i tutor e i docenti delle scuole convenzionate, nonché di rispettare le norme vigenti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e ambientale.
Il MIUR e il MLPS, anche nelle loro articolazioni periferiche, e le Regioni interessate dalla attivazione dei percorsi, stipulano un protocollo d’intesa con l’impresa interessata alla sperimentazione dei percorsi in apprendistato, definendo l’ambito di applicazione, le aree territoriali interessate, le istituzioni scolastiche sede della sperimentazione o i criteri per la loro individuazione, il numero e i requisiti degli studenti da destinare ai percorsi sperimentali, il numero minimo di ore da svolgere sul posto di lavoro durante il periodo scolastico nel biennio sperimentale, le modalità per il monitoraggio e i criteri di verifica della sperimentazione.
Nei limiti del Protocollo d’intesa sopra descritto, le istituzioni scolastiche stipulano, a loro volta, apposite convenzioni con l’impresa, prevedendo:
– i contenuti generali del progetto formativo, inclusi contenuti trasversali come la sicurezza negli ambienti di lavoro, la privacy e la trasparenza, principi di organizzazione del lavoro, ICT, ecc.;
– l’articolazione della didattica in aula e sul posto di lavoro in relazione al calendario scolastico e all’orario di lavoro previsto per gli apprendisti;
– il numero di ore da effettuarsi in azienda durante il periodo di svolgimento delle lezioni;
– le modalità per l’adesione al programma da parte dei singoli studenti, in particolare se minori;
– le responsabilità del tutor scolastico e del tutor aziendale e le loro modalità di interazione;
– le responsabilità dell’istituzione scolastica e dell’azienda inerenti al rapporto con gli studenti apprendisti e le loro famiglie, in particolare se minori;
– le iniziative di formazione per i docenti da svolgersi all’interno dell’impresa;
– i soggetti e le modalità di accertamento degli apprendimenti degli studenti apprendisti;
– le procedure per la certificazione delle specifiche competenze professionali acquisite sul posto di lavoro nel corso del periodo di apprendistato (in caso di interruzione del percorso, la certificazione delle competenze acquisite costituisce credito, sia ai fini della prosecuzione del percorso scolastico ordinario per il conseguimento del diploma, sia per gli eventuali passaggi tra i sistemi dell’istruzione e della formazione);
la validazione dei crediti formativi;
– i criteri di accertamento e miglioramento della qualità del percorso formativo in azienda.

I rapporti tra lo studente e l’impresa e i diritti e doveri che ne discendono sono regolati dallo specifico contratto individuale di apprendistato che lo studente sottoscrive ai sensi delle vigenti disposizioni legislative nazionali e regionali.
Durante il percorso, la funzione tutoriale è svolta dal docente tutor scolastico e dal tutor aziendale, entrambi devono garantire l’integrazione tra i momenti di apprendimento in aula e quelli sul posto di lavoro.
Il periodo di apprendistato concorre alla determinazione del credito formativo ai fini dell’ammissione agli esami conclusivi del corso di studi ed in caso di cessazione anticipata del contratto di apprendistato, per qualsiasi motivo, agli allievi è garantito il rientro nei percorsi scolastici ordinari.
La certificazione rilasciata dalle istituzioni scolastiche a conclusione dei percorsi, è integrata dalle competenze acquisite nei periodi di apprendimento sul posto di lavoro.

La Consulta sancisce l’illegittimità costituzionale delle sanzioni per violazione dell’orario di lavoro

 

 

 

5 GIU 2014 La Consulta dichiara l’illegittimità costituzionale dei commi 3 e 4 dell’articolo 18bis, D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 riguardanti il regime sanzionatorio previsto per la violazione da parte del datore di lavoro dei divieti in materia di durata massima dell’orario di lavoro, del limite minimo di riposo giornaliero e del limite minimo di riposo settimanale, in quanto non in linea con la legge delega n. 39/2002.

La questione dell’illegittimità costituzionale è stata rilevata dal Tribunale ordinario di Brescia, in funzione di giudice del lavoro, nel corso di un giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione emessa dalla Direzione provinciale del lavoro per l’irrogazione di sanzioni amministrative in materia di lavoro.
Ai fini del corretto inquadramento della questione è opportuna una premessa: il D.Lgs. n. 66/2003 ha dato attuazione, anche se con notevole ritardo, a due direttive comunitarie, n. 93/104/CE e n. 2000/34/CE in materia di organizzazione dell’orario di lavoro. In sede di emanazione del decreto si decise, per ragioni che non interessano nella sede odierna, di non intervenire sul regime sanzionatorio relativo alle violazioni in materia di orario di lavoro. Un ulteriore e successivo intervento aggiunse nel corpo del d.lgs. n. 66 del 2003, oltre ad altre modifiche, anche il nuovo art. 18-bis, oggetto della sentenza in discussione. La materia, peraltro, non ha trovato una propria stabile sistemazione neanche con l’introduzione dell’art. 18-bis, perché successivamente il Legislatore è intervenuto più volte su tale articolo.
Il sistema sanzionatorio relativo alle violazioni in tema di orario di lavoro e di riposo domenicale e festivo era contenuto, fino all’entrata in vigore della norma oggi in esame, in una normativa molto risalente, ossia il R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692 e la legge 22 febbraio 1934, n. 370.
Lo scrutinio della Corte Costituziona, quindi, ha riguardato la prospettata violazione dei principi della legge delega (L. 1° marzo 2002, n. 39, art. 2, co. 1, lett. c) derivante dalla previsione di sanzioni amministrative più elevate rispetto a quelle di cui al sistema previgente. In particolare, la Corte è stata chiamata a stabilire se le sanzioni introdotte dalla norma impugnata possano o meno considerarsi diverse – e, in questo caso, maggiori – rispetto «a quelle eventualmente già comminate dalle leggi vigenti per le violazioni che siano omogenee e di pari offensività.
Dalla ricostruzione operata risulta in modo evidente che il sistema delineato dal D.Lgs. n. 66/2003, anche se in parte diverso da quello passato, presenta una definizione dei limiti di lavoro e delle relative violazioni omogenea rispetto a quella precedente. Sembra innegabile, infatti, che, nonostante le diversità, vi sia una sostanziale coincidenza nella logica di fondo che anima i due diversi sistemi: entrambi sanzionano l’eccesso di lavoro e lo sfruttamento del lavoratore che ne consegue, ponendo limiti all’orario di lavoro. Ai fini, quindi, del rispetto dei criteri fissati nella legge delega, deve affermarsi che le sanzioni amministrative previste dal R.D.L. n. 692/1923 e dalla L. n. 370/1934 corrispondono a violazioni da ritenere omogenee rispetto a quelle regolate dal D.Lgs. n. 66/2003 e che, pertanto, la normativa sanzionatoria in esame era tenuta al rispetto della previsione della delega nel senso della necessaria identità rispetto alle sanzioni precedenti. Risulta chiaramente, invece, dal confronto sopra compiuto, che le sanzioni amministrative di cui all’art. 18-bis del D.Lgs. n. 66/2003 sono più alte di quelle irrogate nel sistema precedente; e, trattandosi di un’operazione di puro confronto aritmetico, non sussistono dubbi interpretativi (in particolare, per le violazioni degli artt. 7 e 9 cit., se si applicasse l’art. 9 del R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692 la sanzione sarebbe compresa tra 25 e 154 euro ovvero, qualora si tratti di più di cinque lavoratori, tra i 154 e i 1.032 euro; la disciplina introdotta nel 2003, invece, individua limiti compresi tra euro 104 ed euro 630 per ciascun lavoratore e non più per singola violazione).
Ne discende la fondatezza della questione di legittimità costituzionale, perché effettivamente sussiste la violazione del criterio direttivo contenuto nell’art. 2, comma 1, lettera c), della legge di delega n. 39 del 2002 e dell’art. 76 Cost.

Garanzia Giovani: l’intesa con i CDL

Nell’intento di offrire più opportunità ai ragazzi “NEET” (Not in Education, Employment or Training) della regione Campania, accellerando l’utilizzo dei fondi e confermando la volontà delle Istituzioni di collaborare con sindacati, imprese e mondo delle professioni, sono stati siglati Accordi di partenariato firmati dal Consiglio provinciale dell’Ordine di Napoli e Fondazione Lavoro, con Regione Campania e con Provincia di Napoli.

 

 

Gli accordi, oltre a rappresentare un nuovo riconoscimento del principio di sussidiarietà  per i Consulenti del lavoro, pongono le basi per l’accreditamento di Fondazione Lavoro tra gli operatori della Garanzia Giovani in Campania. Si tratta, infatti, del primo protocollo sottoscritto in Italia e Fondazione Lavoro è il primo organismo privato ad essere stato abilitato a svolgere tale attività.

Le parti si impegnano, dunque, nell’ambito delle attività di orientamento, a progettare e realizzare azioni comuni di orientamento al lavoro; nell’ambito dell’attività di mediazione a collaborare per portare a conoscenza dei soggetti in cerca di occupazione il maggior numero di opportunità lavorative e rendere veloce ed efficace la reperibilità delle figure professionali in esse descritte, utilizzando, di volta in volta, gli strumenti più idonei.
Nell’ambito specifico della Garanzia Giovani le parti si impegnano a collaborare per sviluppare processi virtuosi che aiutino i giovani ad entrare nel mercato del lavoro; in particolare la Direzione Politiche per il Lavoro -Centri per l’impiego, anche con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro, collaborerà attraverso la presa di contatto dei giovani, l’Ordine con i propri canali di comunicazione/informazione darà la massima divulgazione ai propri iscritti ai fini della conoscenza del piano Garanzia Giovani da parte delle imprese loro assistite e la Fondazione implementerà i percorsi di accompagnamento dei giovani verso un tirocinio, un contratto di apprendistato o verso percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale.

Le strutture e attrezzature messe a disposizione dalle parti, nonché le attività svolte dalle parti nell’ambito delle collaborazioni previste dagli accordi sono a titolo non oneroso e le risorse necessarie per il finanziamento di eventuali percorsi di alternanza, di tirocinio o di inserimento lavorativo con apprendistato potranno essere integrate ulteriormente da apporti di altri soggetti pubblici e privati.

Si prevede, inoltre, un monitoraggio a cadenza bimestrale al fine di verificare i risultati della collaborazione ed individuare, se necessario misure correttive e/o migliorative.

Lavoro accessorio: nuova procedura telematica

In un’ottica generale di telematizzazione delle procedure di inoltro delle domande, di accesso e di gestione delle richieste provenienti dall’utenza, l’Inps ha sottoposto a revisione la procedura telematica per l’impiego dei buoni lavoro. La revisione, basata sull’esperienza acquisita negli anni e sulle esigenze operative dei ‘grandi committenti’, come Associazioni di categoria, consulenti del lavoro, etc., è stata finalizzata a definire una procedura semplificata e rispondente alle necessità di committenti che gestiscono grandi volumi di voucher virtuali.

La procedura telematica, denominata FastPOA, è strutturata in modo da rendere più immediata la gestione delle operazioni di utilizzo dei voucher virtuali, quali la registrazione dei prestatori, la dichiarazione di inizio prestazione e la consuntivazione di compensi, attraverso una modalità che guida l’operatore nelle diverse fasi di gestione.
Attraverso questa procedura si consente una gestione organizzata per liste di prestatori, con riferimento alle quali si può effettuare sia l’inserimento delle prestazioni di lavoro – con contestuale invio della comunicazione di inizio prestazione all’INAIL – sia la consuntivazione di tutti i rapporti di lavoro relativi ai lavoratori inseriti nella lista, tramite un’unica operazione (cfr. Messaggio n. 5000/2014).
E’ possibile, inoltre, tramite alcune utility, inserire in maniera autonoma e preventiva le tipologie di prestatori e i luoghi dove verranno svolte le prestazioni lavorative.

Questa nuova procedura si affianca alla procedura telematica ‘ordinaria’, tuttavia, i committenti e loro delegati che, in una prima fase di sperimentazione, intendono utilizzarla possono fare richiesta di abilitazione all’Istituto indicando il codice fiscale/ partita IVA del committente e l’eventuale codice fiscale del delegato, obbligatorio per i committenti persone giuridiche, inoltrando una mail alle caselle di posta dei referenti regionali del lavoro accessorio.
Nel dettaglio, oltra alla sopra illustrata abilitazione, per accedere alla procedura FastPOA, i committenti, persone fisiche devono essere titolari di un proprio PIN, così come i delegati essere muniti di un proprio PIN ed essere in possesso di una delega ad operare. Dopo la verifica del PIN inserito, l’utente accederà al menù principale del lavoro accessorio dove troverà il link alla procedura FastPOA.

La procedura sul sito www.inps.it è raggiungibile dal percorso Servizi OnLine -> Elenco di tutti i servizi -> Lavoro Accessorio à Committenti/Datori di lavoro (Accesso con PIN) oppure Lavoro Accessorio à Consulenti associazioni e delegati (Accesso con PIN). Il manuale della procedura è reperibile sul sito www.inps.it nella sezione Utilizzare i Buoni Lavoro.

STUDI PROFESSIONALI: mancata intesa sulla corresponsione dell’Elemento Economico di Garanzia

Per Confprofessioni resta sospesa l’erogazione dell’elemento Economico di Garanzia per quelle regioni che avevano presentato una piattaforma per la sottoscrizione dell’accordo di secondo livello ma che non avevano provveduto, nell’arco dei sette mesi di sospensione, alla firma dell’accordo.

In considerazione della scadenza dei termini dell’accordo del 22 ottobre 2013, Confprofessioni ha tentato invano di raggiungere un accordo con i sindacati che andasse a riconsiderare la corresponsione di tale elemento nell’ambito del rinnovo del Ccnl studi professionali, anche durante gli attuali negoziati per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore.
Tuttavia, con nota interna, Confprofessioni ha sottolineato che l’erogazione dell’elemento economico di garanzia previsto dall’art. 8 ter del Ccnl studi professionali del 29 novembre 2011 per le Regioni (Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto) che hanno presentato la piattaforma contrattuale a livello territoriale e per le quali scatterebbe la corresponsione del suddetto elemento, deve ritenersi sospesa in attesa di chiarimenti volti a identificare meglio la natura, le modalità operative di attuazione e le finalità dell’istituto.

L’INPS FORNISCE INFORMAZIONI SULL’UNA TANTUM PREVISTA DAL CCNL TESSILI INDUSTRIA

Gli arretrati retributivi previsti dall’Accordo 4/2/2014 per il rinnovo del CCNL per l’industria Tessile/Abbigliamento/Moda (euro 250,00 lordi per il periodo 1/4/2013 – 31/12/2013) sono valutati pure ai fini della determinazione delle prestazioni economiche di malattia, di maternità, di congedo matrimoniale e di integrazione salariale. (Inps, circ. n. 29 del 29/5/2014)

L’accordo del 4/2/2014 per il rinnovo del CCNL per i lavoratori dell’industria Tessile Abbigliamento Moda, siglato da Federazione Tessile e Moda SMI e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL e UILTEC-UIL, ha previsto per i lavoratori in forza alla data del 5/12/2013, l’erogazione a titolo di arretrati retributivi della somma di Euro 250,00 lordi da erogare in due tranches di pari importo: la prima con la retribuzione del mese di febbraio 2014 e la seconda con la retribuzione del mese di giugno 2014.
L’accordo ha precisato che il suddetto importo una tantum deve essere riproporzionato per i lavoratori part-time e commisurato all’anzianità di servizio maturata nel periodo 1° aprile 2013 – 31 dicembre 2013 con riduzione proporzionale per i casi di:
– servizio militare
– aspettativa
– congedo parentale
– cassa integrazione guadagni a zero ore
e che esso, infine, non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale né del trattamento di fine rapporto.
L’inps con la circolare n. 29 del 29/5/2014, ha informato che i suddetti arretrati contrattuali sono valutati pure ai fini della determinazione delle prestazioni economiche di malattia, di maternità, di congedo matrimoniale e di integrazione salariale.
Pertanto, riepilogando:
– l’una tantum è dovuta ai lavoratori in forza il 5/12/2013 e a copertura del periodo compreso tra il 1° aprile 2013 (primo giorno successivo alla scadenza del precedente CCNL) e il 31 dicembre 2013 (ultimo giorno del mese non coperto dagli aumenti retributivi convenuti);
– l’una tantum è ridotta proporzionalmente, per i contratti di lavoro part-time, in ragione del minore orario di lavoro convenuto;
– l’importo dell’una tantum non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale ed è esclusa, altresì, dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto;
– l’una tantum non compete per i periodi mensili nei quali si è verificata una sospensione della prestazione lavorativa senza diritto alla retribuzione (ad. es., a causa di servizio militare, aspettativa, congedo parentale, cassa integrazione guadagni a zero ore settimanali);
– sono, invece, considerate utili ai fini della maturazione dell’una tantum le assenze dal lavoro per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio, congedo matrimoniale, donazione di sangue intervenute nel periodo 1 aprile 2013 – 31 dicembre 2013, che abbiano dato luogo al pagamento di trattamenti economici previdenziali a carico dell’Istituto competente e, ove dovuto, all’integrazione a carico delle aziende.
Ai lavoratori che nel periodo considerato abbiano fruito di trattamenti di Cassa integrazione guadagni, di riduzione dell’orario di lavoro per contratti di solidarietà e/o di altre prestazioni economiche previdenziali, l’importo dell’una tantum sarà corrisposto secondo le disposizioni vigenti in materia.

CCNL TRASPORTO AEREO: FIRMATA LA PARTE SPECIFICA “ASSOCONTROL”

Firmata, il 27/5/2014, tra l’Assocontrol, con la partecipazione del Gruppo Enav S.p.A., e la Filt-Cgil, la Fit-Cisl, la Uiltrasporti e l’Ugl Trasporti, la Sezione Specifica del CCNL del Trasporto Aereo 2/8/2013, relativa ai Servizi ATM (Air Traffic Management) diretti e complementari. L’intesa ha una durata triennale, con decorrenza dall’1/1/2014 e scadenza al 31/12/2016.

Nei mesi scorsi, il giorno 2/8/2013, tra l’Assaereo, l’Assaeroporti, l’Assohandlers,l’Assocontrol, l’Assocatering e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UIL TRASPORTI, l’UGL Trasporti, si è stipulata la Parte Generale comune del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Industria del Trasporto Aereo, in cui le Parti hanno subordinato l’efficacia della pattuizione alla definizione, delle relative Parti Specifiche e delle Disposizioni Finali.
Nella premessa del recente testo contrattuale si legge che la Parte Generale del contratto, comune a tutte le Parti Specifiche, è sottoscritta dalla totalità delle Associazioni Datoriali e dalle Segreterie Nazionali di Categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Trasporti. Ogni Parte Specifica ha una propria autonomia negoziale ed è sottoscritta dall’Associazione Datoriale interessata e dalle Segreterie Nazionali di Categoria firmatarie della parte generale. Le parti specifiche indicate nel CCNL 2/8/2013, sono le seguenti:

Parte specifica gestori aeroportuali:
– Assaeroporti;

Parte specifica vettori:
– Assaereo;
– F.A.I.R.O.

Parte specifica servizi aeroportuali di assistenza a terra:
– Assohandlers;

Parte specifica catering aereo:
– Assocatering;

Parte specifica ATM (Air Traffic Management):
– Assocontrol.

Quindi, nel rispetto degli impegni assunti, con l’intesa del 27/5/2014 si è concluso il lavoro negoziale della sezione ASSOCONTROL, che raccoglie le aziende associate che si occupano delle attività relative alla assistenza al volo, (ENAV, Techno Sky e SICTA).

La Parte Sezione Specifica Servizi ATM, riguarda il personale che effettua: Servizi presso “Impianti strategici”; Servizi presso “Impianti a basso traffico” e “Servizi complementari”.

1) Servizi presso “Impianti strategici”
Si tratta del Personale dipendente da Società che forniscono servizi diretti ed indiretti di assistenza al volo (ATM) presso “Impianti strategici” intendendosi per tali gli uffici di direzione societaria, Academy, Radiomisure, i centri di controllo d’area (ACC di Milano, Padova, Roma e Brindisi) e gli aeroporti di Malpensa, Linate, Fiumicino, Torino Caselle, Orio al Serio, Venezia Tessera, Verona Villafranca, Bologna, Napoli, Bari, Palermo, Catania, Genova, Ronchi dei Legionari, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Alghero, Cagliari.
Le classi stipendiali sono articolate su una scala unica per tutte le categorie ordinata dalla classe 1.a alla classe 13.a.
Le classi stipendiali, da quella d’ingresso a quella di attestazione, sono differenziate per ciascuna delle categorie professionali come di seguito indicate:

– Controllore del traffico aereo (classe 4.a – 13.a)
– Esperto di assistenza al volo (classe 2.a – 11.a)
– Meteorologo (classe 3.a – 11.a)
– Operatore radiomisure (classe 3.a – 11.a)
– Tecnico (classe 3.a – 11.a)
– Informatico (classe 3.a – 11.a)
– Amministrativo (classe 2.a – 11.a)
– Operaio (classe 1.a – 7.a)
I tempi di permanenza previsti per ciascuna classe stipendiale – relativi alle singole categorie professionali – sono indicati nella tabella, di seguito riportata:

Anni di permanenza all’interno delle classi stipendiali

ClassiCTAEAVMETORTECINFAMMOP
1.a       2
2.a 2    24
3.a 2222245
4.a25555545
5.a45555545
6.a45555555
7.a4555555 
8.a4445555 
9.a4445555 
10.a4223333 
11.a4       
12.a2       
13.a        

Nuove Retribuzioni

Classi stipendialiMinimi dal 1/7/2013Minimi dal 1/10/2014Indennità di contingenza
1.a664,00680,00515,23
2.a830,00850,00520,78
3.a996,001.020,00526,33
4.a1.195,001.224,00533,32
5.a1.394,001.428,00539,75
6.a1.593,001.632,00546,75
7.a1.793,001.837,00553,74
8.a1.992,002.041,00560,74
9.a2.124,002.176,00560,74
10.a2.258,002.314,00560,74
11.a2.389,002.448,00560,74
12.a2.522,002.584,00560,74
13.a2.655,002.720,00560,74
Quadro 3.314,003.396,00560,74

Scatto anomalo

A tutto il personale dipendente, al compimento del primo biennio di anzianità, compete, a titolo di scatto anomalo, un importo pari a 103,29 euro lordi mensili.

2) Servizi presso “Impianti a basso traffico”
Si tratta del Personale dipendente da Società che forniscono servizi diretti ed indiretti di assistenza al volo (ATM) presso “Impianti a basso traffico” intendendosi per tali gli aeroporti di Albenga, Torino Aeritalia, Cuneo, Brescia Montichiari, Bolzano, Venezia Lido, Padova, Parma, Forlì, Ancona Falconara, Pescara, Perugia, Rieti, Roma Urbe, Salerno Pontecagnano, Foggia, Grottaglie, Crotone, Reggio Calabria, Lampedusa, Pantelleria.

Le classi stipendiali sono articolate su una scala unica per tutte le categorie ordinata dalla classe 1.a alla classe 8.a.
Le classi stipendiali, da quella d’ingresso a quella di attestazione, sono differenziate per ciascuna delle categorie professionali come di seguito indicate:

– Controllore del traffico aereo (classe 4.a – 8.a)
– Esperto di assistenza al volo (classe 3.a – 8.a)
– Amministrativo (classe 3.a – 8.a).

I tempi di permanenza previsti per ciascuna classe stipendiale – relativi alle singole categorie professionali – sono indicati nella tabella di seguito riportata.

Anni di permanenza all’interno delle classi stipendiali

ClassiCTAEAVAMM
1.a   
2.a   
3.a 24
4.a254
5.a454
6.a455
7.a455
8.a   

La progressione di classe per ogni categoria professionale avviene in via automatica, all’interno dello stesso profilo professionale a partire, di norma, dalla classe stipendiale d’ingresso sino alla classe stipendiale di attestazione, in relazione al compimento degli anni di effettivo servizio previsti di volta in volta per accedere, senza demerito, da una classe stipendiale all’altra.

Nuove Retribuzioni

Classi stipendialiMinimi dal 1/7/2013Minimi dal 1/10/2014Indennità di contingenza
1.a664,00680,00515,23
2.a830,00850,00520,78
3.a996,001.020,00526,33
4.a1.195,001.224,00533,32
5.a1.394,001.428,00539,75
6.a1.593,001.632,00546,75
7.a1.793,001.837,00553,74
8.a1.992,002.041,00560,74
Quadro 3.314,003.396,00560,74

Scatto anomalo

A tutto il personale dipendente, al compimento del primo biennio di anzianità, compete, a titolo di scatto anomalo, un importo pari a 103,29 euro lordi mensili.

3) “Servizi complementari”
Si tratta del Personale dipendente da Società che forniscono servizi complementari (progettazione, sviluppo, installazione, conduzione e manutenzione impianti) all’assistenza al volo.
Il nuovo modello di classificazione del personale dipendente, ad eccezione della figura del personale Quadro, è articolato in diverse Aree Professionali, comprendenti ciascuna uno o più profili. Le aree professionali sono: area staff e servizi centrali; area progettazione e sviluppo ed area tecnico operativa.
Tutti i dipendenti sono inquadrati in una classificazione unica articolata su 10 categorie professionali, alle quali corrisponde il seguente trattamento economico

A decorrere dall’1/7/1999 nei minimi tabellari sono conglobati gli importi dell’ex indennità di contingenza secondo i valori riportati nella seguente tabella:

CategorieEx contingenza
1.a511,26
2.a514,03
3.a516,07
4.a517,83
5.a521,08
5.a Superiore523,45
6.a526,99
7.a530,91

A decorrere dall’1/1/2013 nei minimi tabellari è conglobato l’importo dell’elemento distinto della retribuzione di cui all’Accordo Interconfederale del 31/7/1992. La retribuzione oraria viene determinata sulla base del divisore 173.

Tabelle dei Minimi contrattuali

CategorieDal 1/1/ al 31/12/2014Dal 1/1/2015
1.a1.266,571.297,81
2.a1.396,021.432,58
3.a1.545,501.588,63
3.a Super1.578,141.622,96
4.a1.611,651.657,28
5.a1.724,891.774,89
5.a Super1.847,111.902,42
6.a1.981,602.040,98
7.a2.212,932.278,56
8.a Quadri2.267,542.333,17

Aumenti periodici di anzianità
Il lavoratore per ogni biennio di anzianità di servizio (fino ad un massimo di 5 bienni) maturato presso la stessa azienda o gruppo aziendale avrà diritto, ad una maggiorazione della retribuzione mensile in cifra fissa, pari agli importi di cui alla seguente tabella:

CategorieImporti in vigore dal 1/1/2001
1.a18,49
2.a21,59
3.a e 3.a Super25,05
4.a26,75
5.a29,64
5.a Super32,43
6.a36,41
7.a e 8.a Quadri40,96

Le categorie 3.a Super e 8.a Quadri decorrono dall’1/1/2014.

La misura della retribuzione di II° livello oggetto dello sgravio contributivo 2014

 

 

 

lL Ministero del lavoro determina, per l’anno 2014, la misura massima percentuale della retribuzione di secondo livello oggetto dello sgravio contributivo previsto dall’art. 1, co. 67 e 68, della L. n. 247/2007. Ai fini dell’ammissione allo sgravio, i datori di lavoro inoltrano in via telematica, a decorrere dalla data di pubblicazione del citato decreto, apposita domanda all’Inps, anche con riferimento ai lavoratori iscritti ad altri enti previdenziali.

 

Le risorse per il finanziamento degli sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello, di cui all’art. 1, co. 68, L. n. 247/2007, come rideterminate dall’art. 10, co. 2, D.L. n. 102/2013 conv. con mod. dalla L. n. 124/2013, sono ripartite nella misura del 62,5% per la contrattazione aziendale e del 37,5% per la contrattazione territoriale.

Con riferimento alle somme corrisposte nell’anno 2013, sulla retribuzione imponibile è concesso, con effetto dal 1° gennaio 2014, ai datori di lavoro, uno sgravio contributivo sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, nella misura del 2,25% della retribuzione contrattuale percepita e conformemente a quanto previsto dalla ripartizione di cui all’art. 1, comma 67, lettere b) e c), della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
Ai fini della fruizione dello sgravio contributivo, i contratti collettivi aziendali o territoriali, ovvero di secondo livello, devono (D.M. 14 febbraio 2014):
– essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati, qualora il deposito non sia già avvenuto, a cura dei medesimi datori di lavoro o dalle associazioni a cui aderiscono, presso la DPL entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in oggetto;
– prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.
Nel caso di contratti territoriali, qualora non risulti possibile la rilevazione di indicatori a livello aziendale, sono ammessi i criteri di erogazione legati agli andamenti delle imprese del settore sul territorio.
Per le imprese di somministrazione lavoro si fa riferimento, ai fini del beneficio dello sgravio, alla contrattazione di secondo livello sottoscritta dall’impresa utilizzatrice o dalle organizzazioni cui essa aderisce.

La concessione dello sgravio contributivo è subordinata al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti.
I datori di lavoro che beneficiano indebitamente dello sgravio contributivo sono tenuti al versamento dei contributi dovuti nonché al pagamento delle sanzioni civili previste. Resta salva l’eventuale responsabilità penale ove il fatto costituisca reato.
Sono escluse dall’applicazione dello sgravio di le pubbliche amministrazioni rappresentate negozialmente dall’ARAN in sede di contrattazione collettiva relativa ai comparti del pubblico impiego.

Per quanto concerne l’ammissione allo sgravio, i datori di lavoro, anche per il tramite dei soggetti autorizzati, inoltrano, a decorrere dal 29 maggio 2014 (data di pubblicazione del decreto), esclusivamente in via telematica, apposita domanda all’INPS, anche con riferimento ai lavoratori iscritti ad altri enti previdenziali.
La domanda deve contenere:
– i dati identificativi dell’azienda;
– la data di sottoscrizione del contratto aziendale, territoriale, ovvero di secondo livello;
– la data di avvenuto deposito del contratto presso la competente Direzione territoriale del lavoro;
– l’indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici;
– ogni altra indicazione che potrà essere richiesta dall’Istituto di Previdenza.

L’ammissione allo sgravio avviene a decorrere dal sessantesimo giorno successivo a quello fissato dall’INPS quale termine unico per la trasmissione delle istanze. A ciascuna domanda l’Inps attribuisce un numero di protocollo informatico e provvede all’eventuale riduzione delle somme richieste da ciascuna azienda e lavoratore, in misura percentuale pari al rapporto tra la quota complessiva eccedente il predetto limite di spesa e il limite di spesa medesimo, dandone tempestiva comunicazione ai richiedenti.

Inail, riduzione dei premi per lavoratori ultracinquantenni e donne

Le agevolazioni introdotte dalla Riforma Fornero per l’assunzione di lavoratori over 50, donne lavoratrici, disabili e lavoratori disoccupati o in Cigs da almeno 24 mesi, si applicano anche ai premi Inail, che vengono ridotti del 50%.

Il beneficio spetta per:
– assunzioni a tempo indeterminato anche part-time;
– assunzioni a tempo determinato anche part-time;
– trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato, anche part-time, se avviene entro la scadenza del beneficio;
– rapporti di somministrazione.
Sono esclusi, invece:
– i contratti di lavoro intermittente;
– i contratti di lavoro accessorio;
– i contratti di lavoro domestico;
– i contratti di lavoro ripartito;
– i casi di pagamento di premio speciale unitario, stante la particolare natura di detta forma di contribuzione.

L’incentivo spetta per un periodo massimo di:
– 18 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato;
– 12 mesi, in caso di assunzione a tempo determinato (e/o proroga nel limite complessivo di 12 mesi);
– fino al limite complessivo di 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato entro la scadenza del termine del beneficio;
– fino al limite complessivo di 12 mesi in caso di proroga del rapporto a termine.
L’agevolazione è limitata ai soli datori di lavoro che esercitano attività economica, nell’ambito di un determinato mercato, indipendentemente dallo scopo di lucro e/o dall’organizzazione aziendale. Pertanto, non possono beneficiare dell’incentivo i datori di lavoro domestico.

I lavoratori beneficiari dall’incentivo in esame sono:
– lavoratori over 50 (uomini o donne), disoccupati da oltre 12 mesi;
– donne di qualsiasi età, residenti in aree svantaggiate e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”;
– donne di qualsiasi età, con una professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”;
– donne di qualsiasi età, ovunque residenti e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi”.

L’assunzione del lavoratore svantaggiato, al fine della concessione dei benefici, deve costituire un aumento netto del numero di dipendenti dell’impresa interessata (intesa come datore di lavoro) rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.
La condizione inerente l’incremento occupazionale va verificata in concreto in relazione alle singole assunzioni agevolate. L’incentivo spetta se l’assunzione, la proroga e la trasformazione realizzino, anche in caso di somministrazione, un incremento netto del numero dei dipendenti del datore di lavoro interessato,rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.
L’incremento deve essere valutato in relazione all’intera organizzazione del datore di lavoro e non in relazione alla singola unità produttiva presso cui si svolge il rapporto di lavoro.
Gli incentivi non possono essere concessi alle imprese in difficoltà. Inoltre, sono subordinati alla circostanza che il datore di lavoro non rientri tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non hanno rimborsato o depositato in conto bloccato, gli aiuti individuali definiti come illegali o incompatibili dalla Commissione Europea.
Ai fini della la fruizione dell’incentivo sono, inoltre, necessarie:
– la regolarità nell’adempimento degli obblighi contributivi;
– il rispetto delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;
– il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali, anche in caso di utilizzazione di un lavoratore in somministrazione;
– la non sussistenza di provvedimenti ostativi al rilascio del DURC ovvero deve essere decorso il periodo indicato dalla norma in materia.

Collocamento della gente di mare: requisiti per il rilascio dell’autorizzazione

Individuati i requisiti e le modalità per il rilascio dell’autorizzazione allo svolgimento del collocamento della gente di mare alle Agenzie per il lavoro.

La menzionata richiesta di autorizzazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso il portale Cliclavoro.
Al fine di consentire l’iscrizione delle Agenzie di intermediazione della gente di mare, alla Sezione III dell’Albo delle Agenzie per il lavoro è aggiunta la seguente: “Sub-Sezione III.2 – intermediazione della gente di mare”, i cui requisiti di i scrizione sono:
– la costituzione della agenzia nella forma di società di capitali ovvero cooperativa o consorzio di cooperative, italiana o di altro Stato membro della Unione europea;
– la sede legale o una sua dipendenza nel territorio dello Stato o di altro Stato membro della Unione europea;
– la disponibilità di uffici in locali idonei allo specifico uso e di adeguate competenze professionali, dimostrabili per titoli o per specifiche esperienze nel settore delle risorse umane o nelle relazioni industriali;
– in capo agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti muniti di rappresentanza e ai soci accomandatari: assenza di condanne penali, anche non definitive, per delitti contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro l’economia pubblica, per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale; assenza, altresì, di sottoposizione alle misure di prevenzione;
– nel caso di soggetti polifunzionali, non caratterizzati da un oggetto sociale esclusivo, presenza di distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilità analitica, tali da consentire di conoscere tutti i dati economico-gestionali specifici;
– l’interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro, attraverso il raccordo con uno o più nodi regionali, nonché l’invio all’autorità concedente, pena la revoca dell’autorizzazione, di ogni informazione strategica per un efficace funzionamento del mercato del lavoro;
– il rispetto delle disposizioni a tutela del diritto del lavoratore alla diffusione dei propri dati nell’ambito da essi stessi indicato.