Contributo libri scolastici per gli iscritti ad EBITERBO


L’Ente Bilaterale del Terziario di Bologna eroga un contributo per l’acquisto di libri scolasti per i figli degli iscritti che frequentano la prima media o la prima superiore.

Ai suoi iscritti, Ebiterbo eroga un contributo per l’acquisto di libri scolasti per i figli che frequentano la prima media o la prima superiore.
La domanda di richiesta contributo va presentata entro e non oltre il 31/12/2019 ed avrà un importo massimo di Euro 130,00 per un figlio, che diventa di Euro 200,00 complessivi in caso di richiesta per più figli.
Prima della presentazione, controllare di aver allegato alla domanda tutti i documenti necessari (busta paga, elenco libri della scuola, scontrini e/o ricevute di acquisto).

Cassa Edile L’Aquila: contribuzione vigente



La Cassa Edile di L’Aquila ha pubblicato i contributi vigenti relativamente al settore industria


 


IMPRESE INDUSTRIALI validità dal 1/4/2019




































































CONTRIBUTI

Totale Percentuale

Quota a carico del datore di lavoro

Quota a carico del lavoratore

Contributo Cassa Edile 2,50 2,08 0,42
Contributo Fondo Sanitario Nazionale 0,35 0,35  
Contributo FNAPE 3,54 3,54  
Contributo Ente Paritetico Unificato Formazione/Sicurezza 1,00 1,00  
QACN – Quota adesione contrattuale nazionale 0,44 0,22 0,22
QACT – Quota adesione contrattiale territoriale 1,16 0,58 0,58
Contributo RLST 0,07 0,07  
Contributo Fondo Incentivo all’occupazione 0,10 0,10  
Contributo Fondo Prepensionamenti 0,20 0,20  
Contributo Straord. e provv. Centro eccellenza formaz. Edile 0,20 0,20  
TOTALE CONTRIBUTI OBBLIGATORI 9,56 8,34 1,22
Contributo Fondo Sanitario Nazionale Impiegati 0,26 0,26  
Contributo aggiuntivo Agenzie Interinali (Formaz. +CIG) 3,47 3,47  

Accordo “Poste Italiane” in materia di cessione delle ferie solidali

Sottoscritto il giorno 11/9/2019 tra POSTE ITALIANE S.p.A. e SLC-CGIL, SLP-CISL, UIL-POSTE, FAILP-CISAL, CONFSAL Comunicazioni e FNC-UGL Comunicazioni, l’accordo sulla cessione solidale delle ferie

L’accordo appena firmato, realizza quanto previsto dall’art. 24 del D.Lgs. n. 151/2015 che ha introdotto, a fini solidaristici, l’istituto della cessione delle ferie prevedendo che “fermi restando i diritti di cui al D.Lgs. 8/4/2003, n. 66, i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti nella misura, alle condizioni e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi stipulati dalie associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro”.
Pertanto, le Parti convengono di istituire in via sperimentale un “Fondo delle Ferie solidali” a decorrere dall’1/1/2020 e fino al 31/12/2020. Competente alla gestione del nuovo istituto sarà una Commissione Paritetica Nazionale che a partire dal mese di novembre redigerà un apposito regolamento.
I lavoratori, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, che abbiano già fruito di tutte le giornate di ferie, permessi per festività soppresse e PIR, spettanti nell’anno di riferimento e negli anni precedenti, potranno richiedere la cessione in proprio favore di giorni di “Ferie solidali”.
Tale richiesta potrà essere presentata da lavoratori che, alternativamente:
a) abbiano necessità di prestare assistenza al/ai figlio/i minorenne/i le cui particolari condizioni di salute siano certificate mediante idonea documentazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica attestante la patologia e la necessità di cure continue e costanti;
b) siano impiegati ovvero residenti/domiciliati presso i comuni colpiti da calamità naturali per le quali sia stato dichiarato lo stato d’emergenza;
I lavoratori interessati potranno formulare la richiesta fino ad un massimo di due volte l’anno, rispettivamente nei mesi di febbraio e di giugno; ciascuna richiesta potrà riguardare un massimo di 15 giorni di “Ferie solidali”.
I lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato potranno destinare al Fondo delle Ferie solidali, in modo volontario e a titolo gratuito, al massimo tre giorni di ferie maturati e non goduti riferiti all’anno in cui si realizza la “donazione”; in caso di residui ferie riconducibili ai casi eccezionali di cui al comma XIII dell’art. 36 CCNL vigente, i lavoratori potranno destinare al Fondo delle Ferie solidali fino ad un massimo di 5 giorni di ferie per ciascun anno cui sì riferiscano i residui medesimi. Tali lavoratori potranno altresì decidere di donare al Fondo, in alternativa o in aggiunta alle ferie, un massimo di 2 giorni di. permesso per festività soppresse, maturati nell’anno di riferimento e non godute anche in forma oraria a frazioni di 3h.
La volontà di cedere le ferie/festività soppresse potrà essere manifestata fino ad un massimo di due volte l’anno, rispettivamente nei mesi di marzo e luglio.
Le ferie e/o le festività soppresse “cedute” resteranno nella disponibilità del lavoratore cedente sino al momento dell’accoglimento della proposta di cessione e permarranno nella disponibilità dei lavoratore cessionario fino a quando persistano le condizioni alla base della richiesta, ferma restando la fruizione delle stesse entro il 31/12/2020; nel caso in cui venissero meno le condizioni su previste, le ferie cedute e non fruite rientreranno nel Fondo e saranno gestite secondo i seguenti criteri:
– qualora i giorni di ferie/festività soppresse presenti nel Fondo fossero superiori rispetto a quelli oggetto di richiesta, la Commissione valuterà le eventuali istanze presentate oltre i termini indicati nell’intesa;
– in caso di ulteriore permanenza di ferie e/o permessi nel Fondo, la Commissione procederà alla distribuzione degli stessi al personale già destinatario di “Ferie solidali”, in misura uguale per ciascun lavoratore e fino ad esaurimento. Nel caso in cui le “Ferie Solidali” residue non fossero divisibili in parti uguali nei confronti dei lavoratori interessati, la Commissione procederà alla ripartizione nei confronti dei lavoratori la cui situazione risulti particolarmente critica.
L’accordo sulle ferie solidali ha carattere sperimentale e avrà durata fino al 31/12/2020.

Istituito il fondo di assistenza sanitaria per le strutture socio assistenziale Agidae

Avviato il fondo di assistenza sanitaria integrativa affidata all’ente bilaterale AGIDAE SALUS – SOCIO SANITARIO per i dipendente degli Istituti operanti nelle istituzioni socio assistenziali Agidae

L’iscrizione è obbligatoria da parte dei Datori di Lavoro per tutti i Lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato, anche a carattere intermittente o ciclico e con contratto a tempo determinato superiore a tre mesi. I Datori di lavoro sono obbligati a versare il contributo per tutti i lavoratori in forza all’1/1/2019. Per i Lavoratori assunti successivamente a tale data l’iscrizione al Fondo è obbligatoria contestualmente alla data di assunzione.
Oltre a quanto già previsto per i familiari del personale dipendente, possono essere ammessi all’iscrizione al Fondo, a contribuzione volontaria personale, il coniuge e i figli di età uguale o maggiore a 21 anni, risultanti dallo stato di famiglia del lavoratore regolarmente iscritto al Fondo, purché ne faccia esplicita richiesta per tutti i componenti.
Il Datore di Lavoro è tenuto a corrispondere al Fondo un contributo ordinario, come previsto nel CCNL Socio Assistenziale Sanitario, pari a 5,00 euro per ogni mensilità lavorativa, compreso tredicesima, per ogni lavoratore dipendente in forza nel mese.
Per ogni familiare (coniuge e figli) iscritto al Fondo risultante dallo stato di famiglia, ad eccezione dei figli a carico di età inferiore a 21 anni già rientranti nella copertura ordinaria, il lavoratore è tenuto a corrispondere al Fondo un contributo ordinario pari a 65,00 euro annui, anticipato e non frazionabile. Il contributo ordinario al Fondo è dovuto a partire dalla data di iscrizione al Fondo.
I soggetti che aderiscono facoltativamente con contribuzione volontaria devono corrispondere al Fondo un contributo straordinario al momento dell’iscrizione e re-iscrizione pari a 15,00 euro per ogni anno solare e per ogni soggetto.

Dirigenti Aziende Commerciali: Accordo 10/9/2019

Firmato il 10/9/2019, tra CONFCOMMERCIO Imprese per l’Italia e MANAGERITALIA, l’accordo in materia di welfare e bilateralità

Con l’accordo firmato il 10 settembre 2019, che succede all’intesa dell’11 luglio 2019 con la quale le Parti, al fine di consentire la definizione di un quadro di riferimento legislativo e contrattuale di maggiore stabilità, hanno prorogato la vigenza del CCNL per i dirigenti del Terziario, della Distribuzione e Servizi fino al 31/12/2019, le Parti nell’ambito della stessa finalità, hanno inteso rafforzare, i sistemi di welfare e bilateralità contrattuale.
Pertanto, al fine di garantire il processo di riallineamento della previdenza complementare del Fondo Mario Negri, esse hanno concordato che per il periodo di proroga del suddetto CCNL (1/1/2019 – 31/12/2019) l’aliquota del contributo integrativo passa dall’attuale 2,11% al 2,15% della retribuzione convenzionale annua di cui al comma 8 dell’art. 25 del CCNL.
Inoltre, hanno disposto che a decorrere dal 10/9/2019, i redditi derivanti da Piani Azionari, o comunque da piani retributivi basati su strumenti finanziari, non rilevano ai fini del calcolo del TFR, degli istituti contrattuali diretti o indiretti e del calcolo dell’indennità sostitutiva del preavviso.
Infine, per tutto quanto non previsto dall’accordo 10/9/2019, si rinvia alle disposizioni del vigente CCNL ed alle successive integrazioni, che si intendono così confermate fino al 31/12/2019.

Reddito di cittadinanza: applicazione maxisanzione


L’art. 7, comma 15 bis del D.L. n. 4/2019, prevede l’applicazione dell’aumento del 20% degli importi della c.d. maxisanzione, già previsto dall’art. 3, comma 3 quater, D.L. n. 12/2002, anche in caso di impiego di lavoratori beneficiari del Rdc. L’Ispettorato nazionale del lavoro – con Nota 11 settembre 2019, n. 7964 – ha chiarito che la suddetta aggravante trova applicazione non solo nell’ipotesi in cui il lavoratore “in nero” sia l’effettivo richiedente del reddito, ma anche qualora lo stesso, pur non essendo il diretto richiedente, appartenga comunque al nucleo familiare che risulta destinatario del beneficio.


Con Circolare n. 8/2019, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha ricordato le fattispecie di reato individuate dall’art. 7 del D.L. n. 4/2019. In particolare, il comma 1 punisce con la reclusione da due a sei anni, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, la condotta di “chiunque, al fine di ottenere indebitamente il beneficio di cui all’articolo 3, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute (…)”. Si tratta, pertanto, di una condotta rilevante in fase di presentazione della domanda di fruizione del Rdc.
Il comma 2 del medesimo articolo punisce con la reclusione da uno a tre anni “l’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio entro i termini di cui all’articolo 3, commi 8, ultimo periodo, 9 e 11 (…)”. Tale fattispecie si configura, quindi, in un momento successivo alla concessione del beneficio.
L’art. 7, comma 15 bis, prevede l’applicazione dell’aumento del 20% degli importi della c.d. maxisanzione, già previsto dall’art. 3, comma 3 quater, D.L. n. 12/2002, anche in caso di impiego di lavoratori beneficiari del Rdc.
In seguito alla richiesta di chiarimenti sull’applicazione dell’aggravante sanzionatoria di cui all’art. 3, comma 3 quater, D.L. n. 12/2002, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha chiarito che la suddetta aggravante trova applicazione non solo nell’ipotesi in cui il lavoratore “in nero” sia l’effettivo richiedente del reddito, ma anche qualora lo stesso, pur non essendo il diretto richiedente, appartenga comunque al nucleo familiare che, per definizione contenuta nell’art. 2, comma 1, del D.L. n. 4/2019, risulta destinatario del beneficio (Nota 11 settembre 2019, n. 7964).
In particolare, l’ipotesi di reato di cui al citato comma 1 fa riferimento ai casi in cui il richiedente abbia fornito informazioni non vere all’atto della presentazione della domanda e non abbia integrato, entro trenta giorni dalla stessa, le informazioni rese tramite il modello Rdc – Com ridotto, in questo caso quindi rileva, ai fini della configurabilità del reato, l’attività lavorativa “in nero” svolta prima della presentazione della domanda di RDC da parte di uno dei componenti del nucleo. L’omissione di tale informazione integra la fattispecie di reato a carico del richiedente anche laddove non coincida con il lavoratore “in nero”.
Per la fattispecie di cui al comma 2 dell’art. 7, la cui condotta è imputabile al lavoratore, rileva l’attività lavorativa “in nero” iniziata dopo la presentazione della domanda di reddito ove la stessa non sia stata integrata con le informazioni relative ai compensi percepiti con il modello RDC Com esteso, in tal caso, quindi, la comunicazione di reato andrà fatta a carico del lavoratore “in nero”.
 


Formazione 4.0 per le imprese artigiane del Trentino


Siglato il 20/8/2019, tra l’Associazione Artigiani Trentino e la CGIL del Trentino, la CISL del Trentino, la UIL del Trentino, l’accordo sulla formazione 4.0 applicabile alle imprese artigiane del Trentino.

L’Accordo in oggetto è applicabile alle imprese che abbiano conferito espresso mandato alle organizzazioni datoriali firmatarie del presente Accordo e/o applichino e rispettino integralmente i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni firmatarie del presente Accordo.
Per beneficiare del credito d’imposta le attività formative dovranno:
a) essere svolte per acquisire o consolidare le conoscenze tecnologiche previste dal Piano nazionale impresa 4.0;
b) valorizzare e rafforzare le competenze dei neoassunti, sviluppare le competenze dei dipendenti assunti, facilitare l’acquisizione di nuove competenze e agevolare i processi di riqualificazione resi necessari alla luce delle trasformazioni in atto;
c) riguardare gli ambiti di cui all’allegato A della Legge n. 205 del 27/12/2017;
d) essere programmate sulla base di una durata minima di 16 ore.
Al termine dell’attività formativa dovrà essere rilasciata a ciascun dipendente, con apposita dichiarazione del titolare/legale rappresentante dell’impresa, l’attestazione dell’effettiva partecipazione alle attività formative agevolabili, con indicazione dell’ambito o degli ambiti aziendali, di applicazione delle conoscenze o delle competenze acquisite o consolidate dai dipendente in esito alle attività formative svolte.

Omesso versamento ritenute previdenziali, il DM10 come prova della corresponsione delle retribuzioni


La presentazione da parte del datore di lavoro degli appositi modelli DM 10/2 – attestanti le retribuzioni corrisposte ai dipendenti e l’ammontare degli obblighi contributivi – è valutabile, in assenza di elementi di segno contrario, come prova della effettiva corresponsione degli emolumenti ai lavoratori per effetto della attestazione di avvenuta ricezione in via telematica dei modelli da parte dell’Inps e della testimonianza sul punto del funzionario accertatore (Corte di Cassazione, sentenza 11 settembre 2019, n. 37538).


Una Corte di appello territoriale, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di primo grado, aveva rideterminato la pena inflitta all’amministratore unico di una SRL, per il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali (art. 2, co. 1-bis, D.L. 12 settembre 1983, n. 463, conv. in L. 11 novembre 1983, n. 638).
Avverso il predetto provvedimento viene proposto ricorso in Cassazione, lamentando che non era stata raggiunta la prova dell’effettivo pagamento delle retribuzioni ai dipendenti, laddove l’obbligo del versamento previdenziale è legato non alla prestazione lavorativa ma al saldo delle stesse retribuzioni. Altresì, il primo giudice aveva fatto riferimento all’avvenuto controllo del modello DM10 e non invece alla non eseguita verifica dell’effettiva corresponsione delle retribuzioni.
Per la Suprema Corte il ricorso non è fondato. In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, infatti, la presentazione da parte del datore di lavoro degli appositi modelli DM10, attestanti l’effettiva corresponsione delle retribuzioni ai dipendenti in mancanza di elementi contrari, può essere dimostrata in giudizio, anche in base alla testimonianza del funzionario dell’ente previdenziale, non essendo necessaria la relativa produzione documentale, se l’imputato non ne contesti l’invio. Nella specie, non era stata sollevata alcuna contestazione al riguardo, sicchè non era mai stata revocata in dubbio la spedizione dei modelli all’Istituto previdenziale. Le uniche questioni, semmai, potevano essere legate alla sussistenza dell’elemento soggettivo, ossia all’allegazione di una crisi di liquidità della società, di cui il ricorrente era legale rappresentante, tale da impedirle il versamento delle ritenute previdenziali per ragioni di pretesa forza maggiore.
Quanto poi alla censura relativa alle difformità riscontrate tra le sentenze dei primi due gradi di giudizio, la Suprema Corte rileva che i giudici di merito hanno adottato decisioni e percorsi motivazionali comuni, che possono essere valutati congiuntamente ai fini di una efficace ricostruzione della vicenda processuale e di una migliore comprensione delle censure del ricorrente. Allorché, infatti, le sentenze di primo e secondo grado concordino, come in specie, nell’analisi e nella valutazione degli elementi di prova posti a fondamento delle rispettive decisioni, la struttura motivazionale della sentenza di appello si salda con quella precedente per formare un unico complesso corpo argomentativo. Del resto, lo stesso ricorrente ha ricordato l’esistenza di un’ipotesi di cd. “doppia conforme”, per cui le considerazioni rese dai giudici del merito si integrano reciprocamente.

Nuove prestazioni nel Regolamento dell’EBLART


Con il nuovo Regolamento l’EBLART ha definito nuove prestazioni, più risorse e maggiori opportunità per lavoratori, famiglie ed imprese iscritte.

lo scorso mese di luglio in sede di modifica del Regolamento del Fondo Regionale dell’Ente Bilaterale del Lazio per l’Artigianato, sono state introdotte nuove prestazioni, più risorse e maggiori opportunità per lavoratori, famiglie, imprese.
In maniera sintetica le principali novità previste dal nuovo Regolamento sono:


Borsa di studio per i lavoratori assunti con contratto di apprendistato di I e III livello:
il contributo concesso in seguito al conseguimento del titolo di studio: € 500,00 per ogni anno di apprendistato, fino ad un massimo di 3 anni.


Sostegno alle famiglie:
– fino a € 500,00 per figlio, per frequenza asilo nido e/o scuola dell’infanzia (compresi i contributi per spese attività collaterali come mensa e trasporto scolastico)
– fino a €300,00 per figlio, per pagamento tasse universitarie
– fino a € 200,00 per figlio, per acquisto libri di testo della scuola media inferiore e superiore
– fino a € 200,00 per nucleo familiare, per partecipazione di figli minori a campus estivo o ad attività sportive.

Determinato il P.d.R. 2019 per dipendenti Postel S.p.A.



Sottoscritto il 10/9/2019 tra POSTEL S.p.A., anche in rappresentanza di Address Software S.r.l., e SLC-CGIL, SLP-CISL, UIL POSTE, FNC-UGL Comunicazioni, FAILP-CISAL, CONFSAL Comunicazioni, l’accordo per la determinazione del P.d.R. 2019


Con la sottoscrizione del presente accordo, le Parti, nel rispetto del CCNL del 30/11/2017 che ha disciplinato la complessiva retribuzione fissa e variabile per i dipendenti del Gruppo Poste Italiane, hanno definito il Premio Risultato per l’anno 2019, in considerazione del fatto che gli Accordi in materia per i dipendenti di Postel S.p.A. e di Address Software S.r.l. (Società dalla prima rappresentata) sono scaduti il 31/12/2018.


Premio di Risultato 2019:
Gli importi unitari lordi del Premio di Risultato per l’anno 2019, (per il raggiungimento del 100% degli obiettivi degli indicatori convenuti), distinti per livelli retributivi, vengono riportati nella tabella che segue, secondo la suddivisione del personale Staff/Produzione prevista nell’Accordo del 4/4/2013.



























Livelli

Importo P.d.R. 2019 Personale di Staff

Importo P.d.R. 2019 Personale di Produzione

A1 1.690 1.785
A2 1.607 1.697
B 1.767 1.867
C 1.766 1.866
D 1.759 1.859
E 1.796 1.898


Il Premio non concorre alla determinazione del trattamento di fine rapporto e non concorre a formare retribuzione utile per il calcolo delle maggiorazioni per lavoro notturno, straordinario e festivo con o senza riposo compensativo, né per altri istituti retributivi indiretti o differiti.
Il Premio, per il corrente anno, verrà erogato nei confronti del personale dipendente dalle società interessate, con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, che risulti in forza alla data del 31/12/2019.
Il Premio sarà, altresì, erogato nei confronti del personale a tempo determinato dipendente ili di Postel S.p.A. e della Società rappresentata per la presente intesa, che abbia prestato / almeno sei mesi – anche non continuativi – di servizio nell’anno di competenza del Premio
Nei confronti del personale il cui rapporto di lavoro cesserà per avvenuta maturazione dei requisiti pensionistici coerentemente con la normativa vigente – che, pertanto, non sia dimissionario o licenziato ad altro titolo, né interessato da esodo incentivato – dopo il 31 dicembre 2019 e prima di giugno 2020, al verificarsi delle condizioni abilitanti di cui al presente Accordo, verrà erogato il Premio, di norma entro il mese di giugno 2020.
La corresponsione dell’importo del Premio spettante a livello individuale avverrà con le competenze del mese di giugno 2020.
Per quanto concerne i criteri di attribuzione individuale del Premio di Risultato al personale con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, si conviene che ogni ora di assenza dal servizio – fatta eccezione di quelle per ferie, congedo matrimoniale, permessi ex festività soppresse, permessi retribuiti concessi a vario titolo, assenze ai sensi dell’art. 35, lett. F) del vigente CCNL (vittime di violenza di genere) permessi sindacali, infortuni sul lavoro, malattie dovute a patologie di particolare gravità di cui all’art. 41 del CCNL e ricoveri ospedalieri, ivi ricomprendendo i periodi di prognosi che vi si riconnettono, nonché congedo di maternità per un periodo di cinque mesi, ed eventuali periodi di interdizione anticipata – riduce il Premio in ragione di 1/2080 degli importi unitari annui lordi indicati nella tabella che segue:


















Riduzione per malattia


fino a 5 eventi 0
tra 6 e 7 eventi 6% del Premio di Risultato
tra 8 e 10 eventi 12% del Premio di Risultato
tra 11 e 13 eventi 40% del Premio di Risultato
superiore a 13 eventi 60% del Premio di Risultato


Welfare
In base a quanto previsto dalla legge n. 208 del 28/12/2015 e successive modifiche ed integrazioni, il lavoratore potrà scegliere di fruire, in tutto o in parte, dell’importo del Premio di Risultato individuale spettante in prestazioni, opere e servizi con finalità di rilevanza sociale, corrisposti in via diretta o sotto forma di rimborso spese o mediante contributi aggiuntivi alla previdenza complementare e/o al Fondo di assistenza sanitaria integrativa.
Al riguardo, il dipendente potrà destinare – attraverso la piattaforma Welfare dedicata e nel rispetto del relativo regolamento – una percentuale dallo stesso indicata, fino ad un massimo del 100% dell’importo lordo spettante per l’anno 2019, in considerazione delle assenze effettuate nel 2019 stesso riconducibili alle causali delle lettere f) e g) delle disposizioni comuni del presente Accordo, a:
– Fondo Aperto di Assistenza Sanitaria Integrativa Poste Vita (incremento della copertura sanitaria aderendo al pacchetto PLUS o estensione al nucleo familiare);
– Fondo Poste, ovvero ad altri fondi pensionistici complementari ai quali il lavoratore risulti iscritto;
– Servizi di Welfare ad elevato impatto sociale (a titolo esemplificativo, spese di educazione e di istruzione, spese di assistenza agli anziani, spese relative ad assistenza a soggetti non autosufficienti, rimborsi per trasporto pubblico locale, ecc).
La quota di P.d.R. convertita in Welfare non concorrerà alla formazione del reddito e sarà, pertanto, escluso dall’imposizione fiscale e contributiva. L’eventuale parte residuale del Premio sarà liquidata con le modalità previste nella presente intesa.