Infortunio: responsabile il datore per omesse informazioni ai lavoratori


In materia di infortunio sul lavoro, la colpa o la negligenza del lavoratore non necessariamente devono considerarsi concausa dell’evento dannoso, potendo esplicare efficacia causale solo per gli inadempimenti del datore di lavoro.


Lo ha ribadito la Suprema Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore infortunatosi mentre era intento ad ispezionare le grondaie sul tetto del capannone industriale. I giudici hanno condannato il datore di lavoro per omessa la predisposizione di cautele volte a prevenire gli infortuni.
Nella specie, è stato accertato che il datore di lavoro non ha fornito le informazioni nonché le misure di sicurezza al dipendente, individuando, quindi, il fondamento della responsabilità datoriale nella violazione degli obblighi di informazione e formazione del lavoratore di cui al TU sicurezza, e in particolare nell’omissione di informazioni, cautele, divieti di accesso al tetto del capannone frequentato dagli operai addetti ai lavori di sistemazione della struttura. Nel caso in questione, la condotta del dipendente non poteva pertanto ritenersi abnorme, e dunque nemmeno concausa dell’evento dannoso, per essere la condotta stessa riconducibile all’inadempimento datoriale.
Gravano sul datore di lavoro puntuali obblighi di informazione del lavoratore, al fine di evitare il rischio specifico della lavorazione; la circostanza che un infortunio sul lavoro sia dovuto a “colpa” del lavoratore non esclude la responsabilità del datore di lavoro, laddove questi non dimostri di avere fornite al lavoratore tutte le necessarie istruzioni per evitare di commettere l’errore che fu causa dell’infortunio.
Il datore è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, anche qualora sia ascrivibile non solo ad una sua disattenzione, ma anche ad imperizia, negligenza e imprudenza.
Il medesimo datore è totalmente esonerato da ogni responsabilità solo quando il comportamento del dipendente assuma caratteri di abnormità, inopinabilità ed esorbitanza, necessariamente riferiti al procedimento lavorativo “tipico” ed alle direttive ricevute, in modo da porsi quale causa esclusiva dell’evento, integrando il cd. “rischio elettivo”, ossia una condotta personalissima del lavoratore, avulsa dall’esercizio della prestazione lavorativa o anche ad essa riconducibile, ma esercitata e intrapresa volontariamente in base a ragioni e motivazioni del tutto personali, al di fuori dell’attività lavorativa e prescindendo da essa, come tale idonea ad interrompere il nesso eziologico tra prestazione ed attività assicurata.

Approvata l’intesa Assolavoro per i lavoratori in somministrazione

Approvata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL per i lavoratori in somministrazione.

Il percorso assembleare di approvazione ha contato oltre 350 assemblee nei luoghi di lavoro e territoriali e oltre 10mila le lavoratrici e i lavoratori in somministrazione, che sono stati incontrati per discutere di continuità occupazionale, formazione professionale come diritto individuale del lavoratore e come diritto mirato alla ricollocazione, rafforzamento della parità di trattamento e delle prestazioni di welfare e sostegno al reddito, rafforzamento e incentivo del tempo indeterminato, aumento dell’indennità di disponibilità al termine della missione e un ruolo più importante alla contrattazione di secondo livello.
L’Accordo dispone che tutti i periodi di lavoro a tempo determinato contrattualizzati tra le medesime Parti (ApL e lavoratore) siano conteggiati, ai soli fini del computo dell’anzianità lavorativa antecedente al 1° gennaio 2019, per un massimo di 12 mesi nell’arco temporale di 5 anni.
Dal che ne consegue che qualunque sia il numero di mesi di impiego con contratti di lavoro in somministrazione con la medesima Agenzia nel periodo precedente il 1°gennaio 2019, il lavoratore potrà in ogni caso essere ancora impiegato con la medesima tipologia contrattuale per almeno altri 12 mesi.
L’accordo, inoltre, aggiunge due disposizioni per favorire la continuità lavorativa in relazione sia alle proroghe, sia al limite dei 24 mesi e alla successione dei contratti a tempo determinato tra ApL e lavoratore.


Cassa Edile di Gorizia: nuova contribuzione



La Cassa Edile della Provincia di Gorizia, comunica la variazione delle tabelle contributive dall’1/1/2019, per effetto degli ultimi accordi contrattuali siglati nel settore dell’Edilizia


CONTRIBUTI CASSA EDILE































































 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Fondo Gestione 3,45%   3,45%
Prestazioni sanitarie   0,25% 0,25%
Prestazioni non sanitarie 0,55%   0,55%
Fondo APE 3,45%   3,45%
Fondo Prepensionamenti 0,20%   0,20%
Fondo Incentivo all’Occupazione 0,10%   0,10%
Fondo Abiti da lavoro 0,40%   0,40%
Fondo addestramento professionale 1,00%   1,00%
Fondo Sicurezza 0,10%   0,10%
Quote Adesione Contrattuale 1,22% 122% 2,44%
     
Totale 10,47% 1,47% 11,94%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO OPERAI








Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,35%   0,35%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO IMPIEGATI








Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,26%   0,26%


Per quanto riguarda invece le agenzie di fornitura di lavoro temporaneo, a partire dal 1 gennaio 2019 la contribuzione dovuta è la seguente:


CONTRIBUTI CASSA EDILE




































































 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Fondo Gestione 3,45%   3,45%
Prestazioni sanitarie   0,25% 0,25%
Prestazioni non sanitarie 0,55%   0,55%
Fondo APE 3,45%   3,45%
Fondo Prepensionamenti 0,20%   0,20%
Fondo Incentivo all’Occupazione 0,10%   0,10%
Fondo Abiti da lavoro 0,40%   0,40%
Contributo Formazione 3,87%   3,87%
CIG Interinali 0,30%   0,30%
Quote Adesione Contrattuale 1,22% 122% 2,44%
Fondo Sicurezza 0,10%   0,10%
     
Totale 13,64% 1,47% 15,11%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO OPERAI








Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,35%   0,35%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO IMPIEGATI








Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,26%   0,26%

Il sindacato di legittimità sulla motivazione: limiti e nozione di “minimo costituzionale”


Il sindacato di legittimità sulla motivazione deve intendersi limitato al minimo costituzionale, con la conseguenza che l’anomalia motivazionale denunciabile in sede di legittimità è solo quella che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante e attiene all’esistenza della motivazione in sé, come risulta dal testo della sentenza e prescindendo dal confronto con le risultanze processuali.


Una Corte di appello territoriale, confermando la sentenza di primo grado, aveva condannato una società al risarcimento del danno non patrimoniale cagionato a un suo dirigente, dalla condotta vessatoria posta in essere dal legale rappresentante. Nello specifico, i fatti dedotti dal ricorrente in primo grado a fondamento della pretesa risarcitoria erano relativi alle ripetute offese sulla presunta omosessualità del dirigente e avevano trovato conferma nelle deposizioni dei testimoni. La Corte di merito aveva escluso che la condotta posta in essere dal legale rappresentante fosse solo espressione di un clima scherzoso nell’ambiente di lavoro, avendo al contrario rilevato che la medesima, in quanto ripetutamente posta in essere dal titolare della società nei confronti di un dipendente che, sebbene avente qualifica dirigenziale, era comunque in una condizione di inferiorità gerarchica, esprimesse un atteggiamento di grave mancanza di rispetto e quindi di lesione della personalità morale del lavoratore.
Avverso tale sentenza la società propone ricorso in Cassazione, lamentando principalmente che la sentenza impugnata non avesse colto il carattere scherzoso degli epiteti con cui il legale rappresentante era solito apostrofare il dipendente, in presenza degli altri colleghi e in un clima cameratesco.
Per la Suprema Corte, il ricorso è infondato. Le censure datoriali, infatti, poiché si risolvono, tutte, in una critica alla valutazione del materiale probatorio e alla ricostruzione della fattispecie concreta, così come operata dalla Corte d’appello, non possono trovare ingresso in sede di legittimità. Il sindacato di legittimità sulla motivazione deve intendersi infatti limitato al minimo costituzionale, con la conseguenza che l’anomalia motivazionale denunciabile in sede di legittimità è solo quella che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante e attiene all’esistenza della motivazione in sé, come risulta dal testo della sentenza e prescindendo dal confronto con le risultanze processuali. Tale “anomalia”, con esclusione di qualsiasi rilievo del difetto di “sufficienza”, si appalesa nelle ipotesi di: “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, “motivazione apparente”, “contrasto irriducibile fra affermazioni inconciliabili”, “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”.

DL n. 113/2018: modifiche in materia di cittadinanza


Il Decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113 ha introdotto nuove disposizioni in materia di cittadinanza, modificando e integrando la legge n. 91 del 1992. Al riguardo, si ribadisce che il termine di definizione dei procedimenti di cittadinanza per residenza e per matrimonio è elevato a 48 mesi dalla data di presentazione dell’istanza, come già risulta nel sistema informativo Sicitt, debitamente adeguato.


Il termine di 48 mesi si applica ai “procedimenti in corso”, ovvero ai procedimenti non ancora definiti alla data del 5 ottobre 2018, cioè non ancora conclusi con provvedimento espresso, sia che il previgente termine biennale sia decorso, sia che esso risulti non ancora spirato.
Dalla medesima data del 5 ottobre 2018 il nuovo importo del contributo al cui pagamento sono soggette le istanze di cittadinanza è di 250 euro.
Sempre a far data dal 5 ottobre u.s. viene abrogata la disposizione che preclude il rigetto dell’istanza di acquisizione della cittadinanza per matrimonio decorsi due anni dall’istanza medesima, pertanto non si configura più il silenzio assenso dell’Amministrazione sulla domanda dello straniero coniugato con un cittadino italiano allo scadere dei termini e resta invece impregiudicato il potere di negare la cittadinanza, anche dopo lo spirare del limite temporale, con il logico riespandersi della giurisdizione amministrativa.
Il recente provvedimento normativo in commento, in sede di conversione in legge, ha introdotto il requisito del possesso di un’adeguata conoscenza della lingua italiana per le domande presentate. Per dimostrare tale conoscenza, all’atto della presentazione dell’istanza i richiedenti sono tenuti ad attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario in Italia o all’estero, riconosciuto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
In alternativa, gli interessati sono tenuti a produrre apposita certificazione attestante il livello richiesto di conoscenza della lingua italiana, rilasciata da uno dei quattro enti certificatori riconosciuti.
Da tale specifico onere di attestazione sono esclusi coloro che hanno sottoscritto l’accordo di integrazione, di cui all’art. 4-bis del d.lgs, n. 286/1998 e al D.P.R. n. 179/2011, e i titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, i quali dovranno soltanto fornire, al momento della presentazione dell’istanza, gli estremi rispettivamente della sottoscrizione dell’accordo e del titolo di soggiorno in corso di validità, in quanto la legge già presuppone una valutazione della conoscenza della lingua italiana.
A partire dal 5 dicembre 2018 è stata inoltre stabilita, nell’ambito dei procedimenti di riconoscimento iure sanguinis della cittadinanza italiana, anche ai sensi della legge 8 marzo 2006, n. 124, la previsione di un termine di sei mesi per il rilascio degli estratti e dei certificati di stato civile da parte degli ufficiali di Stato civile in Italia e all’estero.
Infine le nuove disposizioni introducono anche l’istituto della revoca della cittadinanza, conseguita per matrimonio, residenza ed elezione al diciottesimo anno d’età, da adottarsi a cura di questa Direzione Centrale, alle condizioni e nelle specifiche fattispecie di condanna irrevocabile per reati in materia di terrorismo ed eversione.

Nuovi minimi CCNL COMMERCIO (Cifa – Confsal)



22 feb 2019 Da febbraio decorrono i nuovi minimi retributivi per i dipendenti del comparto COMMERCIO (CifaConfsal).



























Livello

Paga Base e Contingenza 1/2/2019

Quadri 2.457,20
Primo 2.252,48
Secondo 2.023,10
Terzo 1.809,57
Quarto 1.641,90
Quinto 1.534,92
Sesto 1.434,58
Settimo 1.302,56


Retribuzioni regime differenziato per il rilancio delle aree svantaggiate



























Livello

Retribuzione aree svantaggiate 1/2/2019

Quadri 2.109,76
Primo 1.801,98
Secondo 1.618,48
Terzo 1.447,65
Quarto 1.313,52
Quinto 1.227,93
Sesto 1.147,66
Settimo 1.042,04

Rinnovato il CCNL per dipendenti del Commercio Cooperative



Firmato il rinnovo del CCNL per i dipendenti da imprese della distribuzione cooperativa.


L’accordo decorre dall’1/2/2019 e scadrà il 31/12/2019.


 A decorrere dalle scadenze di seguito indicate verranno erogati, ai lavoratori in forza alla data di stipula del presente accordo, i seguenti aumenti salariali non assorbibili:

















































Livello

Decorrenza dall’1/2/2019

Decorrenza dall’1/7/2019

Totale a regime

Incremento mensile

Incremento mensile

Quadri 88,54 26,56 115,10
I 80,56 24,17 104,73
II 70,14 21,04 91,18
III Super 62,50 18,75 81,25
III 57,99 17,40 75,39
IV Super 53,82 16,15 69,97
IV 50,00 15,00 65,00
V 45,14 13,54 58,68
VI 34,72 10,42 45,14


Di conseguenza a decorrere dalle date di seguito indicate i minimi tabellari saranno pertanto i seguenti:








































Livello

Decorrenza dall’1/2/2019

Decorrenza dall’1/7/2019

Paga Base Nazionale

Paga Base nazionale

Quadri 1.870,76 1.897,32
I 1.702,03 1.726,20
II 1.481,94 1.502,98
III Super 1.320,54 1.339,29
III 1.225,18 1.242,58
IV Super 1.137,14 1.153,29
IV 1.056,43 1.071,43
V 953,71 967,25
VI 733,62 744,04


Una tantum
Ai lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo, verranno corrisposte due erogazioni alle scadenze e per gli importi di cui sotto:
















































Livelli

Mese di febbraio 2019

Mese di marzo 2019

Totale

Quadri 885,42 885,42 1.770,84
I 805,56 805,56 1.611,12
II 701,39 701,39 1.402,78
III Super 625,00 625,00 1.250,00
III 579,86 579,86 1.159,72
IV Super 538,19 538,19 1.076,38
IV 500,00 500,00 1.000,00
V 451,39 451,39 902,78
VI 347,22 347,22 694,44


Fondo Coopersalute
Il contributo a carico delle imprese per il finanziamento del Fondo Coopersalute viene elevato per ciascun iscritto con le seguenti modalità:
– a decorrere dall’1/3/2019 viene elevato a 10,00 € mensili per il personale in forza a tempo parziale;
– a decorrere dall’1/12/2020 viene elevato a 11,00 € mensili per tutto il personale.

EBAP: regolamento 2019


E’ stato approvato il Regolamento dell’Ente Bilaterale Artigianato Piemontese (EBAP) valido per l’anno 2019.

Nella sezione Sostegno al Reddito, per ciascuna prestazione, si trova l’estratto del regolamento di riferimento corredato dai modelli compilabili per la presentazione delle richieste.
Il Regolamento completo verrà inviato ad imprese, consulenti ed associazioni in formato cartaceo, mediante un numero speciale del periodico EBAP Informazione.

Sostegno al reddito a eventi atmosferici ambientali eccezionali


Contributo a favore delle imprese per il ripristino dell’attività lavorativa causata da eventi atmosferici e ambientali eccezionali, calamità naturali (con contemporanea sospensione lavorativa), interruzioni dell’erogazione delle fonti energetiche causate da fattori e soggetti esterni all’impresa, che non siano risarciti totalmente dall’assicurazione.
Contributo
– 5% spese ripristino attività compreso costo perizia danni;
– massimo euro 6.000,00/anno civile.


Sostegno al credito


Abbattimento del costo che le imprese sostengono, per ottenere la garanzia dai Confidi artigiani del Piemonte sui finanziamenti superiori a 10.000,00 euro. Le erogazioni avverranno seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle pratiche, sino a esaurimento dei fondi stanziati. La prestazione viene estesa anche per le pratiche compilate dalle società di servizi di emanazioni delle parti datoriali.
Il contributo spettante è pari ad 300,00 euro per ogni singola pratica.


Welfare bilaterale artigiano


A favore dei dipendenti, titolari, soci e coadiuvanti
I) Le domande per l’Anno scolastico/accademico in corso possono essere presentate mediante domanda compilata sul modello C1 allegando l’attestazione ISEE standard in corso di validità che dovrà essere non superiore a 30.000 euro. Ogni nucleo familiare può presentare più domande, tra loro cumulabili.
a) Sussidio per frequenza asili nido
Fino a 700,00 euro per ogni figlio.
b) Sussidio per studi universitari
Fino a 500,00 euro per ogni figlio. La prestazione è estesa agli studenti-lavoratori delle imprese artigiane aderenti all’EBAP, compresi titolari, soci e coadiuvanti (sono esclusi gli studenti fuori corso).
c) Sussidio per testi scolastici (scuola media inferiore e superiore).
Fino a 350,00 euro per ogni figlio. La prestazione è estesa agli studenti-lavoratori delle imprese artigiane aderenti all’EBAP, compresi titolari, soci e coadiuvanti.
d) Sussidio per partecipazione a centri estivi (figli minori).
Fino a 250,00 euro per ogni figlio.
e) Sussidio per acquisto lenti graduate correttive per variazione visus dichiarata.
Contributo pari al 50% del costo sostenuto per numero due lenti con un massimo di 150 euro/prestazione ed un massimo di n. 2 prestazioni per nucleo famigliare (max 300 euro).
Il contributo verrà erogato fino a concorrenza della spesa sostenuta e comunque non oltre il massimale indicato per ciascuna tipologia.
II) Contributo per nuclei familiari con disabili minori (anno civile)
A ciascun nucleo familiare in cui vi sia un componente di età fino a 12 anni disabile ex art. 3 comma 1 L. 104/92, debitamente certificato, è riconosciuto un contributo fisso pari a 80 euro netti per ciascuna giornata nella quale il minore è sottoposto a visita medica.
L’importo del contributo è fisso pari a 80,00 euro netti per ciascuna giornata nella quale il minore è sottoposto a visita medica per massimo di 5 visite, con un importo massimo annuo erogabile pari a 400 euro netti per nucleo familiare.


Sostegno al reddito lavoratori


Sospensione/riduzione dell’orario lavorativo: Contributo a favore dei dipendenti per situazione di crisi o difficoltà aziendale chiedendo una sospensione/riduzione dell’orario di lavoro per:
1. aziende i cui lavoratori non possano accedere alle prestazioni di FSBA poiché non in possesso dei requisiti di anzianità;
2. aziende che abbiano esaurito la CIG in deroga ed il periodo massimo richiedibile ad FSBA nel biennio mobile.
Ristrutturazione aziendale e processi d’innovazione tecnologica interni all’impresa chiedendo una sospensione/riduzione dell’orario di lavoro.
Impossibilità del titolare ad esercitare l’attività per giustificati motivi chiedendo una sospensione dell’orario di lavoro.
Contributo
– 40% della retribuzione non corrisposta;
– minimo 8 giorni di riduzione/sospensione;
– massimo 624 ore nell’anno civile.


Formazione


Formazione ex art. 37 d.lgs. 81/2008: Viene riconosciuto un contributo di euro 30 (per ogni lavoratore formato) alle imprese che, nell’ambito della formazione obbligatoria, accedendo al portale “Usa la Testa” (direttamente o tramite le associazioni o i consulenti) erogano un’ora aggiuntiva di formazione sulle sole tematiche della bilateralità, secondo uno schema formativo e modalità operative concordate tra le parti.


Apprendisti I e III livello


Viene riconosciuto un contributo di euro 500 per apprendista per ciascun anno solare completato alle imprese che assumono apprendisti di I e III livello.
Viene, inoltre, riconosciuto alle imprese un contributo di euro 1.500 per la qualifica dell’apprendista alla data della scadenza del contratto.
Al contributo andranno aggiunti euro 200 per soggetto in presenza di diversa abilità come definita ex art. 1 Legge n. 68/99 (fino ad un massimo di quatto per impresa).
Il contributo è riconosciuto per apprendisti assunti successivamente al 1/1/2019.

Cassa Edile di Pordenone: contribuzione dall’1/1/2019



La Cassa Edile della Provincia di Pordenone, comunica la variazione delle tabelle contributive, per effetto degli ultimi accordi contrattuali siglati nel settore dell’Edilizia


CONTRIBUTI CASSA EDILE


























































 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Sanitari 0,250%   0,250%
Contributo Gestione 1,870% 0,380% 2,250%
APE 4,300%   4,300%
Fondo Prepensionamenti 0,200%   0,200%
Fondo Incentivo Occupazione 0,100%   0,100%
Vestiario 0,300%   0,300%
Contributo Formazione e Sicurezza (Esmeps) 0,800%   0,800%
Contributo RLST 0,150%   0,150%
Quote Adesione Contrattuale 0,822% 0,822% 1,644%
     
Totale 8,792% 1,202% 9,994%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO OPERAI








Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,35%   0,35%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO IMPIEGATI








Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,26%   0,26%


Per quanto riguarda invece le agenzie di fornitura di lavoro temporaneo, a partire dal 1 gennaio 2019 la contribuzione dovuta è la seguente:


CONTRIBUTI CASSA EDILE































































 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Sanitari 0,250%   0,250%
Contributo Gestione 1,870% 0,380% 2,250%
APE 4,300%   4,300%
Fondo Prepensionamenti 0,200%   0,200%
Fondo Incentivo Occupazione 0,100%   0,100%
Vestiario 0,300%   0,300%
Contributo Formazione e Sicurezza 3,868%   3,868%
Cassa integrazione interinali 0,300%   0,300%
Contributo RLST 0,150%   0,150%
Quote Adesione Contrattuale 0,822% 0,822% 1,644%
     
Totale 12,160% 1,202% 13,362%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO OPERAI








 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,35%   0,35%


CONTRIBUTI FONDO SANITARIO IMPIEGATI








 

Quota Datore Lavoro

Quota Lavoratore

Totale

Contributi Fondo Sanitario 0,26%   0,26%

Licenziamento per soppressione del posto: sufficiente la prova dell’effettivo riassetto organizzativo


Ai fini della legittimità del licenziamento per andamento economico negativo dell’azienda, è sufficiente provare che le ragioni inerenti all’attività produttiva ed all’organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di un’individuata posizione lavorativa.


Un Tribunale di prime cure rigettava la domanda di un lavoratore al fine di ottenere la declaratoria di nullità e/o inefficacia e/o l’illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimatogli. Nello specifico, il Giudice riteneva sussistente l’assunto del datore di lavoro convenuto, secondo cui le modifiche della normativa giapponese in materia di controlli dei prodotti aveva comportato una drastica e pressoché totale contrazione, qualitativa e quantitativa, dell’attività di controllo dell’ufficio cui era destinato il lavoratore, a seguito della quale la sua posizione lavorativa era stata soppressa. Con riferimento all’obbligo di “repechage”, il Giudice osservava che il ricorrente non aveva indicato posizioni vacanti cui avrebbe potuto essere utilmente addetto. Successivamente, anche la Corte d’Appello territoriale adita respingeva il reclamo. Così, il lavoratore ricorre in Cassazione lamentando una erronea ripartizione agli oneri di allegazione e prova.
Secondo la Suprema Corte il ricorso è infondato. Secondo il consolidato orientamento di Cassazione, ai fini della legittimità del licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, seppure l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare, è piuttosto sufficiente che le ragioni inerenti all’attività produttiva ed all’organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di un’individuata posizione lavorativa. E’ dunque in sostanza sufficiente, per la legittimità del recesso, che le addotte ragioni inerenti all’attività produttiva ed all’organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, causalmente determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa, non essendo la scelta imprenditoriale che abbia comportato la soppressione del posto di lavoro sindacabile nei suoi profili di congruità ed opportunità.