Mobilità volontaria e interpretazione dell’atto negoziale: l’insindacabilità in sede di legittimità


L’interpretazione di un atto negoziale ad opera del giudice di merito, operazione comportante un giudizio di fatto, non è sindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, non potendosi peraltro ritenere idonea ad integrare valido motivo di ricorso per Cassazione una critica del risultato interpretativo raggiunto dal giudice di merito che si risolva solamente nella contrapposizione di una diversa interpretazione ritenuta corretta dalla parte.


Un lavoratore adiva le vie giudiziali deducendo di essere stato assunto da un datore di lavoro il quale aveva poi ottenuto l’autorizzazione a ricorrere alla Cigs, con verbale sindacale nel quale era stato concordato che al termine dell’intevento sarebbe stato collocato in mobilità il personale che avesse accettato. Esponeva quindi il medesimo di essere stato licenziato, pur non avendo mai manifestato una accettazione del collocamento in mobilità e che successivamente l’azienda aveva ottenuto un nuovo intervento di integrazione salariale. Il datore di lavoro, dal canto suo, argomentava che il lavoratore aveva sottoscritto un verbale di conciliazione avente ad oggetto la rinuncia del lavoratore ad impugnare il licenziamento. La Corte d’appello territoriale rigettava tutte le domande del lavoratore, ritenendo che gli accordi conciliativi stipulati dal giustificassero il licenziamento del lavoratore, prevedendo la cessazione del rapporto alla scadenza della Cigs, sicché non rilevava la successiva integrazione salariale allorquando la fattispecie estintiva del rapporto di lavoro si era già verificata.
Ricorre così in Cassazione il lavoratore, sostenendo l’errata valutazione di alcuni passi del verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti.
Per la Suprema Corte il motivo è inammissibile non avendo il ricorrente prodotto l’atto di reclamo del datore di lavoro, né il verbale di conciliazione, sicché quando col ricorso per Cassazione venga denunciato un vizio che comporti la nullità del procedimento o della sentenza impugnata, il Giudice di legittimità non deve limitare la propria cognizione all’esame della sufficienza e logicità della motivazione con cui il giudice di merito ha vagliato la questione, ma è investito del potere di esaminare direttamente gli atti ed i documenti sui quali il ricorso si fonda. In ogni caso, il motivo coinvolge l’interpretazione di un atto negoziale ad opera del giudice di merito, operazione comportante un giudizio di fatto, non sindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato.

Certificazioni di distacco Italia/Turchia: precisazioni


Relativamente all’Accordo bilaterale tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Turchia sulla previdenza sociale, le Strutture territoriali Inps devono rilasciare le certificazioni di distacco per la durata massima di dodici mesi.


Per i certificati già emessi per la durata di ventiquattro mesi, per le quali il Ministero del lavoro richieda copia del formulario di copertura contributiva solo per i primi dodici mesi, le Strutture territoriali devono emettere un nuovo certificato per la durata di dodici mesi.
L’Accordo citato èentrato in vigore il 1° agosto 2015, precisando che, “per i distacchi il cui inizio è fissato a decorrere dal 1° agosto 2015, sia per i lavoratori subordinati che per i lavoratori autonomi, le relative certificazioni potranno essere rilasciate per periodi di durata fino a 24 mesi”.
Tuttavia, non essendo ancora stato adottato l’Accordo amministrativo di applicazione della Convenzione bilaterale di sicurezza sociale, la stessa non è in grado di applicare tale nuova previsione e quindi l’Autorità turca ha rigettato le proposte di proroga, avanzate dall’Autorità competente italiana, relative a distacchi per i quali erano stati emessi, ai sensi della nuova Convenzione, certificati di copertura assicurativa di ventiquattro mesi.
Dunque, per non danneggiare i lavoratori e le aziende, in attesa dell’adozione dell’Accordo amministrativo, l’INPS procederà di volta in volta all’emanazione dei formulari CE 1 per un massimo di dodici mesi, al fine di poter acquisire dalla parte turca l’Accordo per le relative proroghe.

Confesercenti: una Tantum ad agosto per i dipendenti del Terziario



 


Con la busta paga del mese di agosto spetta l’ultima delle quattro tranches di una tantum previste dall’ultimo accordo per i dipendenti del terziario aderenti a Confesercenti


Ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale (1/1/2015 – 30/6/2016), esclusivamente ai lavoratori in forza al 12/7/2016, spetta un importo forfettario “una tantum” pari ad euro 290 sul IV livello lordi, suddivisibile in 18 quote mensili, o frazioni, in proporzione alla durata del rapporto ed all’effettivo servizio prestato nel periodo interessato.
L’importo “una tantum” è stato erogato in quattro rate di cui l’ultima rata di 50 euroal IV livello (da riparametrare) spetta con la retribuzione di agosto 2018.
Agli apprendisti in forza sarà erogato a titolo di “una tantum” l’importo di cui sopra in misura riproporzionata mentre sarà ridotto proporzionalmente per i casi di assenze o aspettative non retribuite, assenze per congedo di maternità e/o parentale, part-time, sospensioni e/o riduzioni dell’orario di lavoro concordate con accordo sindacale.
L’ “una tantum” non incide sugli istituti contrattuali diretti e differiti, ivi incluso il t.f.r..


Qualificati

































Livello

Importo – Agosto 2018

1 78,19
2 67,64
3 57,81
4 50,00
5 45,17
6 40,56
7 34,72
Quadro 86,81
Venditore 1 47,20
Venditore 2 39,64

Premio economico di produttività per il CCNL Scuole private religiose


 


Spetta, con la busta paga di agosto, il premio annuale di professionalità, al personale delle scuole Private Religiose

Sarà riconosciuto tale premio, erogato con la retribuzione del mese di agosto, al personale che abbia  raggiunto:
– 35 punti del punteggio previsto dalla tabella di cui all’art. 33 del CCNL: sarà riconosciuto un importo pari a 150,00 euro riproporzionato all’orario individuale di lavoro per i lavoratori part-time;
– da 36 a 50 punti del punteggio previsto dalla citata tabella: sarà riconosciuto un importo pari a 180,00 euro riproporzionato all’orario individuale di lavoro per i lavoratori part-time;
– oltre 50 punti del punteggio previsto dalla tabella: sarà riconosciuto un importo pari a 220,00 euro riproporzionato all’orario individuale di lavoro per i lavoratori part-time.
Ai lavoratori che per tre anni consecutivi avranno ottenuto il suddetto premio Annuale di merito, verrà consolidato su base annua il 70% della media triennale dei premi acquisiti.


Proroga del termine in caso di ferie post congedo per sostituzione maternità

E’ legittima la stipula di un contratto a termine per la sostituzione di una lavoratrice in maternità che, al termine del congedo, non è rientrata in servizio, avendo usufruito di un periodo di ferie bambino

La ricorrente era stata assunta con contratto a termine per la sostituzione di una dipendente temporaneamente assente per gravidanza ed aveva dedotto di aver continuato a lavorare anche dopo il rientro in servizio di quest’ultima dopo che aveva presentato le proprie dimissioni.
La Suprema Corte ha ribadito il principio secondo cui, in caso di assunzione a termine ai fini della sostituzione di un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro, è legittima la fissazione di un termine determinato con riferimento alla non prefissata data di rientro del lavoratore sostituito (termine incertus quando), così come la prosecuzione del rapporto in occasione del mutamento del titolo di assenza  indicato nel contratto è legittima e non determina la trasformazione del medesimo a tempo indeterminato, sempreché anche per la nuova causale sia consentita al stipulazione del contratto a termine.
Dunque, tra le assenze per ferie e quelle per malattia del bambino (successive ai periodi di astensione obbligatoria e facoltativa) e la gravidanza vi  è una connessione, per cui non sussiste alcuna proroga del termine apposto al contratto ma la permanenza della causale sostitutiva nello stesso indicata.


Eventi sismici 2016/2017: disposta la proroga della ripresa dei versamenti contributivi


Relativamente al sisma che ha colpito le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria il 24 agosto 2016, 26 ottobre e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017, è prorogato al 31 gennaio 2019 il termine per la ripresa dei versamenti contributivi in unica soluzione.


Come noto, per tali Regioni è stato prorogato a gennaio 2019 la decorrenza della ripresa degli adempimenti e dei versamenti della contribuzione sospesa mediante rateizzazione, precedentemente fissata al mese di maggio 2018.
Il termine per la ripresa dei versamenti contributivi in unica soluzione era rimasto fissato al 31 maggio 2018., successivamente, però, è stato disposto che, gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi, sono effettuati entro il 31 gennaio 2019, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 60 rate mensili, di pari importo, da gennaio 2019.
Ne deriva che, relativamente alle suddette Regioni, è altresì prorogato il termine per la ripresa dei versamenti contributivi in unica soluzione, precedentemente fissata al 31 maggio, e ora differita al 31 gennaio 2019.
L’Inps fornirà a breve specifiche indicazioni per il versamento dei contributi sospesi in unica soluzione nonché per il pagamento con modalità rateale della contribuzione sospesa.


Fondo unico per il miglioramento dell’Offerta Formativa 2018/2019 per la scuola pubblica

Sottoscritto il CCNI sul il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (MOF) previsto dal CCNL comparto “Istruzione e Ricerca”, sezione istituzioni scolastiche ed educative.

Con tale accordo le scuole vengono messe nelle condizioni di avere a disposizione tutte le risorse contrattuali all’inizio di ogni anno scolastico. Si attendono ora i controlli di rito da parte degli organi amministrativi competenti per la sottoscrizione definitiva.
Ecco i punti principali dell’intesa:
– vengono recuperati per il futuro, ulteriori fondi che finora non erano stati presi in considerazione dall’amministrazione: si tratta dei fondi non utilizzati dalle scuole italiane all’estero e che, per contratto, devono essere riversate nel fondo delle istituzioni scolastiche (articolo 104 del CCNL Comparto scuola)
– si quantificano le risorse spettanti ad ogni istituzione scolastica secondo precisi parametri di complessità
– si sancisce che le economie dell’anno precedente, non importa da quale voce generate, rimarranno nella disponibilità delle singole scuole dove si sono verificate senza vincolo di destinazione
– le risorse per le aree a rischio e forte processo immigratorio verranno direttamente assegnate alle istituzioni scolastiche senza più il passaggio dalla contrattazione regionale anche le risorse per le indennità di turno notturno e festivo e per il bilinguismo e trilinguismo saranno assegnate alle scuole interessate
– sarà accantonata una quota specifica per le indennità di direzione dei sostituti dei DSGA.
Con il suddetto CCNI le scuole avranno maggiore libertà di utilizzazione delle risorse rispetto al passato, dal momento che per tutte le finalità, pur previste dal CCNL rimane la facoltà di allocazione delle stesse nella piena libertà progettuale delle istituzioni scolastiche.


Erronee informazioni sul conto assicurativo e risarcimento del danno


Nell’ipotesi in cui l’Inps abbia fornito all’assicurato una erronea indicazione della sua posizione contributiva, l’Ente previdenziale è tenuto a risarcire il danno sofferto dall’interessato per il mancato conseguimento del diritto a pensione, a titolo di responsabilità contrattuale, ancorché le informazioni erronee siano state fornite mediante il rilascio di estratti conto assicurativi non richiesti dall’interessato e inidonei a rivestire efficacia certificativa.


Una Corte di appello territoriale aveva rigettato l’appello proposto da un lavoratore avverso la sentenza di primo grado, che aveva a sua volta respinto la domanda diretta ad ottenere il risarcimento del danno subito per aver confidato nell’accoglimento delle domande di rendita vitalizia con riscatto dei contributi quale collaboratore familiare di coltivatore diretto, prima accolte e poi annullate d’ufficio dall’Inps, dopo le sue dimissioni irrevocabili da un rapporto di lavoro subordinato. A fondamento della decisione la Corte aveva ritenuto che le informazioni Inps non avessero valore certificativo perché non rese su domanda specifica dell’interessato.
Propone così ricorso in Cassazione il lavoratore, per il quale la Corte di merito aveva errato nel ritenere di valore certificativo le sole comunicazioni fornite dall’Inps contenenti un estratto contributivo dell’intera posizione contributiva dell’assicurato. Inoltre, la sentenza era errata nella parte in cui non aveva riconosciuto comunque la responsabilità contrattuale dell’Inps per l’erroneità delle comunicazioni inoltrate al ricorrente, sotto il profilo della violazione dei canoni di correttezza e diligenza nell’esecuzione dell’obbligazioni.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato. Nel caso di specie, infatti, l’Inps aveva accolto per due volte le domande di rendita vitalizia relative a periodi contributivi del ricorrente, specificando che dall’accoglimento della domanda derivava l’accredito sulla posizione contributiva dell’istante dei contributi relativi ai periodi specificamente individuati e per le causali richieste, con determinazione del corrispondente importo dovuto a carico del contribuente. Si tratta di un atto complesso che accoglie la domanda diretta ad accrescere la posizione contributiva relativamente a determinati periodi e, come tale, è idonea ad ingenerare l’affidamento dell’assicurato sulla consistenza della propria posizione contributiva incrementata per provvedimento dell’Inps in relazione al periodo oggetto del riscatto. Del resto, per consolidato orientamento giurisprudenziale, gli elementi costitutivi della responsabilità civile dell’Istituto non sono limitati al solo caso dell’errore contenuto in una determinata e tassativa tipologia di provvedimenti, quali appunto gli estratti conto certificativi, che hanno lo scopo di certificare, su domanda, la posizione contributiva complessiva del contribuente diretta alla liquidazione del trattamento pensionistico. Anche provvedimenti diversi, se inficiati da errore addebitabile all’Istituto ed in quanto abbiano comportato un errore scusabile da parte dell’assicurato, possono rilevare alla stregua di un comportamento suscettibile di essere valutato sul piano del risarcimento contrattuale qualora sussistano gli ulteriori requisiti della fattispecie sotto il profilo causale.

Sgravio contributivo conciliazione vita professionale e privata: istruzioni Inps


Si forniscono istruzioni operative sullo sgravio contributivo previsto in favore dei datori di lavoro che stipulano contratti collettivi aziendali contenenti misure volte a favorire la conciliazione tra la vita lavorativa e la vita privata dei lavoratori.


In particolare, il beneficio, in questa fase, spetta con riferimento ai contratti aziendali stipulati dal 1° novembre 2017 al 31 agosto 2018. Il deposito dei contratti avviene mediante le procedure telematiche messe a disposizione dal Ministero del lavoro sul proprio sito; l’avvenuto deposito del contratto è oggetto di controllo in sede di ammissione al beneficio. Dal 17 ottobre 2017, è possibile indicare, all’atto del deposito on line, la finalità di decontribuzione per le misure di conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Tuttavia, i datori di lavoro che avessero provveduto al deposito telematico di un contratto aziendale ai fini della detassazione per i premi di risultato non devono effettuare un nuovo deposito per fruire dello sgravio in oggetto, laddove il contratto già depositato contenga misure di conciliazione pienamente conformi ai requisiti previsti.
Per fruire dello sgravio, i datori di lavoro devono inoltrare, in via telematica, apposita domanda all’Inps dal 4 agosto 2018 ed entro e non oltre il 15 settembre 2018, avvalendosi del modulo di istanza on line”Conciliazione Vita-Lavoro 2018″, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito dell’Inps.
Ciascun datore, identificato dal codice fiscale, può presentare la domanda per una sola delle posizioni contributive attive presso l’Istituto. La posizione per cui viene presentata la domanda è quella che può fruire, in denuncia contributiva, dello sgravio all’esito delle risultanze della procedura di calcolo, che tiene conto anche dei dati delle altre posizioni facenti capo al medesimo datore di lavoro; è opportuno che i datori e gli intermediari autorizzati tengano in considerazione tale aspetto nell’individuare la posizione su cui presentare l’istanza.
Nel caso di datori che abbiano sia matricola, come datore di lavoro privato, sia posizione CIDA, come datore di lavoro agricolo, la domanda deve essere presentata sulla prima posizione contributiva.
Lo sgravio è concedibile una sola volta per ciascun datore di lavoro nell’ambito del biennio preso in considerazione dal decreto interministeriale. Non è, quindi, consentita la presentazione della domanda ai datori di lavoro a cui sia stato riconosciuto il beneficio a valere sulle risorse per l’anno 2017.
Scaduto il termine per l’invio dell’istanza, l’Inps procede alle seguenti operazioni:
– controlla il deposito del contratto aziendale, sulla base dei dati indicati nella domanda;
– procede al calcolo della misura del beneficio.
L’ammissione al beneficio avviene a decorrere dal trentesimo giorno successivo al termine ultimo per la presentazione delle istanze. Nel caso di scarto della domanda per esito negativo nella verifica del deposito del contratto aziendale la procedura DiResCo emette un avviso e la domanda non è considerata nella fase di calcolo.
Dal 16 ottobre 2018, l’Inps informerà i datori di lavoro dell’esito della domanda e dell’importo di sgravio eventualmente riconosciuto.

Accordo sul Premio di Risultato per i dipendenti del Gruppo Anas


Accordo sul Premio di Risultato per i dipendenti del Gruppo Anas



Firmato il 31/7/2018 tra ANAS e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILPA-ANAS, UGL VIAB. E LOGISTICA, SADA-FAST CONFSAL, SNALA-CISAL, l’accordo che introduce il Premio di Risultato nel CCNL Anas


Il verbale di accordo siglato, si compone di diversi articolati:


1) Accordo sulla disciplina dell’istituto del Premio di Risultato
E’ parte integrante del CCNL e prevede l’avvio della trattativa per la sua determinazione nel mese di luglio di ogni anno e l’erogazione del Premio con le competenza del mese di settembre dell’anno successivo a quello di riferimento.
Tale accordo dispone che il premio spetta a tutto il personale a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, occupati nell’anno a cui si riferisce lo stesso e presenti alla data di sottoscrizione del presente accordo, nonché degli accordi relativi alla consuntivazione dei risultati conseguiti. L’importo del premio viene riparametrato secondo le posizioni economico – organizzative, utilizzando come riferimento la posizione B1.
In caso di assunzione o cessazione in corso d’anno, l’importo spettante a ciascun lavoratore è riconosciuto pro-quota in ragione dei mesi di servizio effettivamente prestati, con arrotondamento a mese intero della frazione superiore a 15 giorni.
In caso di passaggio a livello superiore nel corso dell’anno di riferimento, gli importi da corrispondere saranno riferiti all’effettivo livello di appartenenza nel momento dell’erogazione. In caso di passaggio di livello in corso mese, si considera l’importo afferente al livello superiore se la permanenza nello stesso è pari o superiore a 15 giorni.
Per il personale con contratto di lavoro a tempo parziale, il premio verrà riproporzionato in relazione alla durata ordinaria della prestazione.
Ai lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato di durata non inferiore a 12 mesi sarà corrisposto un premio corrispondente a un dodicesimo della quota annua del premio per ogni mese di servizio prestato nell’anno di corresponsione.


2) Accordo per la determinazione del Premio di Risultato
L’intesa contiene le regole sul sistema di calcolo adottato in via sperimentale per il triennio 2018-2020.


3) Accordo sul premio di Risultato anno 2018-2020
Le parti, a seguito dell’esperimento della prevista fase di confronto di cui al punto 15 dell’accordo sulla disciplina dell’istituto del premio di risultato, stabiliscono che l’importo base annuo del Premio di Risultato, riferito al periodo 2018-2020 è fissato, per l’anno 2018, nei valori di seguito indicati riparametrati per ciascun livello professionale e convenzionalmente riferiti alla posizione organizzativa economica B1:































Parametri

Posizioni economiche

Importo in Euro

240 A 929,00
200 A1 774,00
170 B 658,00
155 B1 600,00
140 B2 542,00
115 C 445,00
100 C1 387,00


Tali importi saranno erogati con la mensilità del mese di settembre 2019.
Il Premio di Risultato di cui al presente accordo non spetta al personale cessato dal servizio a partire dall’1/1/2018 o che abbia sottoscritto un verbale di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in sede sindacale presso le Associazioni Territoriali di Confindustria o presso le Direzioni Territoriali del Lavoro.
Gli importi del Premio di cui al presente accordo non avranno riflessi su alcun istituto contrattuale o di legge.


Il premio di risultato potrà essere destinato anche alle forme di Welfare che potranno essere definite dall’azienda in accordo con le Organizzazioni Sindacali.
Per l’anno 2018 le Parti convengono di prendere a riferimento per le finalità di cui all’art. 1, co.182, della legge n. 208/2015, riferite alla c.d. tassazione agevolata in favore dei dipendenti cui si applica il presente accordo, gli incrementi relativi ad almeno uno dei seguenti indicatori, cosi come risulteranno registrati nel bilancio consolidato di Anas Spa per l’anno 2018, rispetto ai medesimi valori registrati nel bilancio consolidato della Società per l’anno 2017:
– Ricavi operativi
– Ricavi operativi/numero dipendenti al 31.12 anno di riferimento
– Investimenti tecnici


4) Accordo Premio di Risultato 2017 una tantum
Le parti in considerazione del fatto che per l’anno 2017 non hanno sottoscritto accordi per la definizione di Premi di Risultato in relazione quanto previsto nell’ipotesi di accordo per la stipula del CCNL dei dipendenti del Gruppo Anas del 19/12/2016 – 2018, hanno convenuto quanto segue:
– In relazione a quanto sopra considerato, ai lavoratori occupati nell’anno 2017 nelle società del Gruppo Anas sopra citate ed in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo, saranno riconosciuti a titolo di “una tantum”, a copertura del periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2017 ed in sostituzione del Premio di Risultato non definito per lo stesso anno, gli importi di seguito indicati, riparametrari sulle diverse posizioni economiche organizzative, convenzionalmente riferiti alla posizione economica organizzativa B1, secondo la vigente scala di classificazione:































Parametri

Posizioni economiche

Importo in Euro

240 A 542,00
200 A1 452,00
170 B 384,00
155 B1 350,00
140 B2 316,00
115 C 260,00
100 C1 226,00


– Gli importi complessivi di cui alla precedente tabella, saranno riconosciuti pro-quota in ragione dei mesi di servizio effettivamente prestati dall’1/1/2017 al 31/12/2017, con arrotondamento a mese intero della frazione superiore a 15 giorni. L’importo spettante a ciascun lavoratore terrà conto dell’incidenza delle assenze giornaliere che non generano retribuzione e delle assenze per malattia, ad eccezione dei ricoveri ospedalieri (inclusi Day Hospital) e delle malattie superiori ai 30 gg..
– Per il personale a tempo parziale il premio sarà inoltre riproporzionato in rapporto alla prestazione resa.
– L’erogazione di tale importo avverrà con le competenze del mese di ottobre 2018.
– Le società del Gruppo Anas precisano che l’una tantum di cui al precedente punto non spetta al personale cessato dal servizio a partire dall’1/1/2017 che abbia sottoscritto un verbale di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in sede sindacale presso le associazioni territoriali di Confindustria o presso le Direzioni Territoriali del Lavoro.
– Gli importi di cui al presente accordo non avranno riflessi su nessun istituto contrattuale o di legge.